lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

“La politica deve tirarsi fuori dalla sanità”

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Servizi sanitari, famiglia, giovani, il tema della casa e dell'edilizia in Umbria. Intervista a tutto tondo con Michele Berloco, candidato alle prossime regionali nella lista “Iniziativa per l’Umbria – civica e popolare”, a sostegno della Marini

 
“La politica deve tirarsi fuori dalla sanità”
Regione Umbria. Michele Berloco, medico chirurgo della Usl n.2, impegnato nel mondo cattolico e nel volontariato. Responsabile regionale di Centro Democratico Bruno Tobacci, è candidato in Consiglio Regionale nella lista “Iniziativa per l’Umbria – civica e popolare”, a sostegno della Presidente uscente Catiuscia Marini.

Berloco, qual è la Sua visione della sanità in Umbria?
“Per prima cosa occorre che la politica si tiri fuori sul serio dalla Sanità. Con la salute non si gioca. Dopodiché ritengo necessaria l’immediata eliminazione delle imposte sulle attività libero-professionali, l’esenzione del ticket per i donatori, la razionalizzazione effettiva dell’offerta sanitaria riguardante i punti nascita e l’offerta chirurgica complessiva, la tutela ed il rafforzamento del diritto universale alla salute e all’accesso alle prestazioni sanitarie. Il tutto vigilando con costanza affinché venga sempre rispettato l’accordo Regione-Università, senza che vi siano squilibri tra ondo ospedaliero e mondo cattedratico”.
Famiglia e giovani.
“Dobbiamo sostenere l’’occupazione e i redditi familiari. Per questo, oltre alla lotta l precariato e agli incentivi all’imprenditoria femminile e giovanile, ritengo che dovremo rivedere anche le metodiche di valutazione per le graduatorie degli asili municipali, privilegiando i figli dei genitori lavoratori. Inoltre, a proposito di imprenditoria giovanile e del futuro dell’Umbria, dobbiamo mettere in atto delle politiche naturalistiche che tendano alla sostenibilità delle imprese agronomiche locali, con sensibili riduzioni dell’impatto ambientale e dell’utilizzo di concimi chimici”.
Spesso, purtroppo, proprio il mondo delle imprese e degli incentivi è preda dei cartelli delle mafie. Purtroppo il problema esiste anche in Umbria. Come si combatte la criminalità organizzata?
“Per prima cosa ritengo occorra redigere e ratificare un protocollo d’intesa tra le maggiori città della nostra regione e le due scuole umbre di Polizia e Carabinieri, che preveda tirocini per i giovani allievi al fine di coniugare esperienza sul campo garantendo, al contempo, maggiore sicurezza nei ostri centri urbani. Poi occorre investire maggiori risorse nel coordinamento delle Forze dell’Ordine, nella formazione degli addetti e nella diffusione della cultura della legalità”.
Cosa pensa della viabilità in Umbria?
“Credo che occorrano maggiori investimenti per migliorare le condizioni della rete stradale e ferroviaria. Riguardo la E45, ritengo improponibile una sua conversione in autostrada. Dobbiamo restare cuore verde d’Italia, ma non per questo ce ne dobbiamo rimanere isolati. Per questo occorre potenziare e trasformare l’aeroporto in scalo non solo turistico ma anche commerciale, ad esempio per l’export dei manufatti regionali”.
La casa e l’edilizia: un sogno per tanti la prima, volano dell’economia tradizionale la seconda. Lei che idee ha in merito?
“Penso che il rilancio del piano edilizia passi per forza di cose dalla riconversione dell’esistente. Non possiamo pensare di costruire ancora in Umbria, anche perché la popolazione non tende ad aumentare. Quindi, a maggior ragione, dobbiamo riqualificare tutti quegli immobili che al momento non vengono utilizzati, identificando in ogni Comune umbro le strutture da trasformare in Social Housing secondo il modello del Comitato europeo per la promozione del diritto alla casa. Le Social Houses saranno dedicate a quei nuclei familiari ch non possono rispondere alle richieste del mercato immobiliare ma che, allo stesso tempo, non rientrano nei piani di assegnazione delle case popolari. Fornire a queste famiglia una casa in affitto che sia dignitosa e che, al contempo, non costi loro più del 30% del reddito mensile, significa rimetterle in gara contro la crisi economica”.
Spazio politico-elettorale autogestito

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