martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Città sicure: Perugia strappa un “6” di misura

Il capoluogo umbro appena sopra la sufficienza secondo la ricerca condotta dal centro studi Hrs. Arte e bellezza non bastano più per attirare i flussi turistici importanti

 
Città sicure: Perugia strappa un “6” di misura
Perugia. Perugia città sicura? A quanto pare sì. Ma al limite. Il risultato emerso dalla ricerca del centro studi di Hrs, global solutions provider leader in Europa per i viaggi d’affari, che ha stilato la classifica delle città d’arte più accoglienti e sicure per i turisti stranieri non lascia scampo. I dati sono ufficiali. Secondo l’analisi, iniziata nei primi mesi di quest’anno e condotta su un campione di turisti che ha visitato l’Italia nell’ultimo anno, emerge che arte e bellezza non sono più sufficienti per attrarre visitatori da tutto il mondo.

Le città d’arte più sicure d’Italia, secondo i turisti stranieri, sono Matera, Verona e Siena, mentre vengono bocciate Napoli, Roma, Milano e Torino. I principali problemi evidenziati dai turisti intervistati sono il traffico indisciplinato, la paura di essere borseggiati, il degrado dei monumenti e la presenza di ambulanti e abusivi. Tutti elementi che, addirittura, non farebbero ritornare i turisti in Italia.

Ma torniamo alla classifica: come detto, in testa tra le città più sicure c’è Matera, seguita da Verona e Siena. A ruota Firenze Lecce, Palermo, Parma, penultima Perugia e infine Pisa. Napoli, Bologna, Roma, Milano e Torino non superano l’esame e sono fuori dalla classifica. Tra i problemi evidenziati, al primo posto con il 30% la paura di essere rapinati e la percezione di poca presenza di forza dell’ordine nei pressi delle principali attrazioni turistiche. Su questo punto gli intervistati hanno anche sollevato il problema della scarsa conoscenza delle lingue stranire (in primis l’inglese) da parte delle forze dell’ordine. Al secondo l’indisciplina degli automobilisti (25%). E al terzo, con il 15% il degrado dei monumenti e la percezione di disordine intorno a essi.

Infine, merita soffermarsi su una domanda posta agli intervistati. Quando gli è stato chiesto: “Pensate di ritornare in Italia in base alla vostra esperienza di viaggio?”, il 10% degli intervistati, per lo più francesi e statunitensi sui 47 milioni che hanno visitato l’Italia nel 2013 ha dichiarato di non considerare plausibile un suo ritorno nel nostro Paese proprio a causa dell’insicurezza che hanno riscontrato durante la visita delle nostre città d’arte.

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