A Spoleto – Anche nella città di San Francesco, come nel resto dell’Umbria, il vero boom lo fa la Lega Nord con il 16,38%. Tornando ai candidati, Ricci supera la Marini anche a Spoleto, benché la vittoria sia risicata con appena 300 voti di scarto, e porta a casa la città del Festival già persa dal Partito democratico alle scorse comunali. Dato importante, anche in questo caso: più che l’affermazione di Ricci si fa sentire il crollo verticale della Marini, che cinque anni fa aveva ottenuto a Spoleto qualcosa come 10 mila e 243 voti, a fronte dei 5 mila e 568 di oggi. Con i suoi 4 mila e 140 voti ottenuti, il Partito democratico rimane saldamente il primo partito cittadino attestandosi al 31,34% dei consensi, un punto in più rispetto al 30,38% ottenuto alle comunali del 2014. Ma anche, ed è questo senza dubbio il dato che deve far riflettere, con un terzo dei voti totali in meno rispetto a un anno fa: erano infatti stati 6 mila e 179 i suffragi ottenuti dal Pd al primo turno dello scorso anno.
L’affluenza – Il crollo numerico dell’affluenza alle urne è sinonimo di disaffezione nei confronti della politica da parte dei cittadini. Un crollo fisiologico, in termini di numeri assoluti, che trova riscontro – ovviamente – anche in tutte le altre realtà umbre nel calo generale dell’affluenza (-10% circa): ma anche un crollo in termini di consenso percentuale, che ha portato la presidente della Regione Umbria a scendere, nella sola Spoleto, dal 55,23 al 39,31% dei consensi.
Nel territorio – Tornando agli altri territori, Ricci si afferma a Bastia Umbra con quasi mille voti di scarto sulla Marini. Il sindaco di Assisi vince inoltre a Cascia, Deruta, Montefalco, Nocera Umbra. Catiuscia Marini si impone a Norcia per una sola scheda elettorale, mentre a Perugia la presidente supera Ricci di 550 voti, certo non molti. Il centrosinistra conserva le sue roccaforti di Gubbio, Umbertide e Città di Castello, tiene a Foligno, Orvieto, Narni, Terni e Trevi.
Gli strateghi – A vincere davvero, in questa tornata elettorale, sono stati gli strateghi della politica, gli scienziati del consenso, i migliori matematici presenti in Umbria: Gianpiero Bocci piazza quattro candidati su quattro in consiglio regionale, dimostrando oculatezza e competenza nella scelta dei propri cavalli e dei territori sui quali farli correre. Donatella Porzi, Luca Barberini, Eros Brega e Andrea Smacchi rappresentano quell’iniezione di consensi che la Marini, da sola, non avrebbe mai potuto ottenere. Un terzo della forza numerica totale di maggioranza in Consiglio regionale fa capo al sottosegretario all’Interno, che è dunque il vero vincitore di queste elezioni regionali.
Guasticchi – Oltre a Bocci, la Marini dovrà dire “grazie” ad un altro stratega della politica umbra, uno che i consensi se li cerca e se li trova al di fuori delle botteghe del Partito democratico: Marco Vinicio Guasticchi, renziano della prima ora nonché ex presidente della Provincia di Perugia. E’ lui il quinto più votato nella lista del Pd, primo rappresentante della corrente che fa direttamente capo al Premier nel Consiglio regionale umbro. Sono risultati, questi, che indubbiamente peseranno sulla composizione della prossima giunta regionale.
I 5 Stelle – Queste le prime riflessioni ancora “a caldo”, cui si vanno ad aggiungere quelle relative al preoccupante pieno elettorale ricevuto dalla Lega, che ha beneficiato dello svuotamento progressivo dei 5 Stelle, bocciati dagli elettori umbri – a differenza di quanto avvenuto in molte altre parti d’Italia – probabilmente per via della loro conclamata disorganizzazione e per la mancanza di una reale macchina di consenso e di un progetto chiaro sin dall’inizio. I grillini “reggono” solamente a Spoleto e nel Ternano.
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