L’interrogatorio – La donna è stata interrogata la mattina del 9 giugno, per oltre un’ora, dal giudice Simona Tordelli, che nei giorni scorsi aveva firmato nei suoi confronti l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Al termine dell’interrogatorio gli avvocati Emidio Gubbiotti e Sara Giovannelli hanno chiesto la revoca del provvedimento e l’applicazione di misure meno pesanti, che possano permettere alla donna di provvedere al mantenimento dei figli. Ora la decisione spetterà al giudice.
Le ammissioni – Secondo quanto affermato dai difensori, la donna avrebbe ammesso di conoscere gli altri due basisti e di frequentare uno dei due, cosi’ come di aver pranzato, il giorno della rapina, assieme a loro e ai tre presunti autori materiali del colpo. “Ma non era a conoscenza delle loro intenzioni e dei loro obiettivi” spiegano gli avvocati, secondo i quali lei stessa sarebbe “una vittima”, in quanto il gruppo avrebbe “sfruttato le sue dichiarazioni sulle abitudini della famiglia presso cui lavorava”. La donna avrebbe anche negato di essere in possesso delle chiavi dell’abitazione di via Andromeda che, stando alle indagini dei carabinieri, avrebbero permesso ai rapinatori di entrare nella palazzina.
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