Il provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia ha per oggetto un’attività investigativa, basata su metodi investigativi tradizionali e con l’ausilio di attività tecniche, nata nel 2013, che ha preso spunto dai servizi di osservazione effettuati dai militari di Spoleto e finalizzati a monitorare alcuni acquirenti di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
L’associazione criminale si avvaleva di un canale di approvvigionamento dall’estero, importando ingenti quantitativi di droga dalla Svizzera e dall’Olanda, che, successivamente, veniva smerciato sul mercato umbro ed in particolare su quello spoletino.
Altri sodali, ancora, avevano lo specifico ruolo di occuparsi del recupero dei crediti vantati dall’associazione stessa nei confronti degli assuntori nonché quello di provvedere al reperimento delle schede telefoniche, intestate ad utenze fittizie, utilizzate dai vari associati per il compimento dell’attività delittuosa, al fine di eludere le “attenzioni” delle forze di polizia.
Inoltre l’attività investigativa condotta, nello specifico, da personale dell’Aliquota Operativa dei Carabinieri di Spoleto, procedendo in diverse circostanze al recupero e sequestro di partite di stupefacente, accertava come la rete di spacciatori , anch’essi inseriti nell’associazione, ricevevano lo stupefacente in “conto vendita”, impegnandosi a riscuotere dai vari acquirenti le somme da questi dovute da destinare , in seguito, ai vertici dell’organizzazione criminale.
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