La conferenza – Più di 70 direttori provenienti da tutto il mondo per promuovere “la lingua e la cultura italiana verso il mondo”. E’ stato infatti questo il tema al centro della prima giornata di studio, la conferenza proseguirà infatti domani 25 e venerdì 26 al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, grazie alla rinnovata collaborazione con l’ateneo per stranieri perugino. Un momento di riflessione teorica e progettazione concreta di specifiche iniziative volte al potenziamento del ruolo della lingua e della cultura italiana, primari strumenti di promozione dell’identità nazionale nel mondo. Così, il Rettore Paciullo, ha ricordato, durante il discorso di apertura dei lavori della conferenza come “L’Università per Stranieri di Perugia vive l’orgoglio e sente forte il richiamo alla propria responsabilità di aver anticipato, con la propria fondazione nel 1925, l’alta missione, degli Istituti italiani di cultura, di promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo”.
Lingua e identità – “Una lingua è una identità – ha detto ancora Paciullo – ma perché tale non può voler dire, e nelle aule di Palazzo Gallenga non ha mai voluto dire, essere soltanto se stessi, separati ed incomunicabili; una lingua è un sistema di significati, di parole, e la parola, come la vita, cerca se stessa in altre parole, in altre vite. Per quanto non appartengono più al tempo che ha contato fin qui i loro giorni, dobbiamo essere il litorale di una speranza, lanciare loro la cima dell’approdo di una lingua e di una cultura che hanno portato il valore della solidarietà”.
Italofonia – Fondati un anno dopo la nascita dell’Ateneo, nel 1926, con finalità istituzionali analoghe riconducibili alla promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, gli Istituti italiani di cultura sviluppano e curano relazioni di cooperazione scientifica e culturale con le istituzioni dei paesi di accreditamento. Il professor Andrea Riccardi, ex ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione ed attuale presidente della Società Dante Alighieri, ha sottolineato come nel mondo ci sia sempre più desiderio di conoscere e approfondire la storia e l’identità della cultura italiana. ” Tutto deriva da questa particolare ‘italosimpatia’ e ‘italofonia’ che ci contraddistingue. Ma bisogna saper rispondere a questo desiderio mondiale di Italia facendo rete, una rete che sia basata sulla sintonia con tutti gli altri comparti del made in Italy”.
Lingua e cultura – La scrittrice Dacia Maraini ha invece declinato il tema della diffusione della letteratura italiana all’estero come testimonianza culturale. “Noi non siamo consapevoli dell’importanza della nostra lingua. All’estero amano molto l’italiano e, più in generale, tutta la cultura italiana. Più di quanto la amiamo noi stessi”, ha affermato la scrittrice. “La lingua – ha proseguito – è il primo elemento di identità culturale di un popolo. Bisogna sostenere questi istituti che fanno cose straordinarie, è necessario creare una rete per dare al mondo una visione d’insieme. In tempi di crisi vanno sicuramente tagliati gli sprechi, ma gli investimenti sulla scuola, sulla ricerca e sulla cultura non sono sprechi. Sono il trampolino di lancio dell’innovazione”.
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