Presentazione del festival – L’introduzione è stata di Melissa Giacchi, che ha presentato la struttura e le novità della decima edizione del Festival, che si svolgerà venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio 2015 a Foligno, nel cuore dell’Umbria, presso lo splendido complesso dell’Auditorium S. Domenico, Palazzo Candiotti e Palazzo Trinci, tra i più suggestivi palazzi del centro storico, e il club Serendipity. Quindi tre giorni che partiranno questa volta dal venerdì per giungere alla domenica, cosa nuova rispetto al passato in cui solitamente si svolgeva dal giovedì al sabato. Questa scelta per permettere a chi viene da fuori di godersi appieno le performance artistiche. Quello della decima edizione, afferma la Presidente, è un coronamento del lavoro svolto negli anni e l’edizione si presenta in tal senso ricca di esibizioni uniche ed artisti internazionali: oltre al programma musicale, ci saranno diversi eventi collaterali, tra cui l’Open Call, mostra di sei artisti il cui vincitore sarà selezionato da una giuria di esperti, e altre mostre di artisti contemporanei, tra cui il californiano Yann Novak, presso Palazzo Candiotti, lo spazio Zut! e l’Auditorium S. Caterina. Anche Dancity School prosegue quest’anno con workshop gratuiti rivolti ai bambini. La Presidente si è soffermata anche sul “significato” della grafica che rappresenta una realtà come quella di Dancity ancora in perfetta forma, “Still in perfect shape”, appunto.
Dicono del festival – L’Assessore Giovanni Patriarchi ha definito il Dancity Festival un fiore all’occhiello della città di Foligno, per l’importante legame con il centro storico e per il ruolo che svolge nella città, augurandosi di poter continuare ad avere anche in futuro questa iniziativa. Il Direttore Artistico Giampiero Stramaccia ha delineato il filo conduttore delle tre giornate del Festival, quella del venerdì più incentrata sull’aspetto sperimentale con i Cabaret Voltaire, che non suonano in Italia dai primi anni 80, la forte componente italiana, frutto dell’evoluzione musicale degli ultimi dieci anni nella penisola, Maceo Plex e gli inglesi Vessels. Il sabato è l’evento marcato Detroit, la città che è il simbolo dell’espressione primordiale della musica elettronica: il grandissimo Jeff Mills, capace di usare gli strumenti al massimo delle loro potenzialità, gli Underground Resistance con il loro progetto “Timeline”, una sorta di Jazz tecnologico tra techno e sassofono, Holly Herndon uscita con un disco acclamatissimo,“Platform”, e quella che secondo lui sarà la rivelazione del Festival, i francesi Cabaret Contemporain. La domenica rappresenta il fiore all’occhiello di questa edizione con, in unica data italiana, Roy Ayers, la cui musica è stata campionata da grandi come Michael Jackson ad esempio, i Soul Clap, il nostrano Jolly Mare e i locali The Balding Buddies. Tra i workshop ci sarà il sabato pomeriggio quello condotto da Paolo Bragaglia sulla connessione tra musica e pubblicità.
Evento didattico – In conclusione il direttore artistico si è soffermato sull’importanza del festival quale evento didattico oltre che una tre giorni di musica: un’esperienza unica per i giovani durante le quali partecipare a performance musicali, installazioni artistiche, mostre. E questo basandosi soltanto sulle proprie capacità, perché il supporto istituzionale e quello degli sponsor privati copre solo una minima parte del Festival, il resto degli introiti arriva dai biglietti: si può dire quindi e tutti i componenti dell’associazione, lavorando da volontari, rischiano di tasca propria per realizzarlo, considerando che il costo del festival in totale supera i 120.00 euro. L’auspicio è un maggiore contributo da parte delle istituzioni, problema questo annoso sia a livello locale che nazionale, per poter continuare a fare cultura attraverso eventi di qualità.
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