Grande distruzione – Si parla di “grande distruzione” perché negli ultimi anni, anche in Umbria, si sono perse migliaia di posti di lavoro (da circa 80mila del 2011 ai 72mila del 2014) e perché i diritti di chi lavora nel commercio, specie nelle nuove grandi strutture che sono spuntate come funghi sul territorio (spesso a poche centinaia di metri le une dalle altre), vengono progressivamente abbattuti. Nelle loro relazioni, Enrico Bruschi e Riccardo Giulivi, della segreteria Filcams Cgil, hanno descritto con dovizia di particolari la gravità della situazione. Intanto, c’è il crollo dei consumi e delle vendite: nel 2014 quelle di prodotti alimentari sono calate del 5,8%, quelle dei non alimentari addirittura dell’8,1%, mentre la grande distribuzione, unico settore che aveva finora retto, a discapito dei piccoli esercizi, ha invertito il trend (-1,1%). E poi, c’è la massiccia diffusione del franchising, con gravissimo danno per diritti e salari dei lavoratori e delle lavoratrici (queste ultime sono la maggioranza nel settore). Ne consegue che fianco a fianco, dentro i grandi centri commerciali, ci sono addetti ancora tutelati dal contratto nazionale e altri completamente privi di diritti, spesso sottoposti a turni massacranti, orari spezzettati, falsi part-time, con il sistematico utilizzo del lavoro festivo e domenicale, ormai senza alcun limite, anche contro ogni logica economica di mercato, visto che i consumi continuano appunto a crollare.
Generazione di fenomeni – Situazioni da “generazione di fenomeni” appunto, che in certi casi arrivano a conseguenze estreme: “In importanti realtà del territorio – hanno riferito i rappresentanti della Filcams – ci vengono segnalati anche casi di svenimento per lo sforzo a cui lavoratrici e lavoratori sono sottoposti, con orari infernali e una forte pressione esercitata dalle aziende, anche per non far avvicinare i lavoratori stessi al sindacato”. In questo quadro la Filcams Cgil si pone un obiettivo ambizioso: uscire dall’emergenza e dall’attività di tamponamento quotidiano delle crisi (che pure deve necessariamente continuare) e cominciare ad impostare una strategia di “ricostruzione”. “Dalla distruzione dobbiamo passare alla ricostruzione – ha detto nelle sue conclusioni Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams Cgil – ma la situazione attuale è davvero critica, con tre contratti nazionali su quattro non rinnovati (Federdistribuzione, distribuzione cooperativa e Confesercenti), gli integrativi che vengono sistematicamente disdettati e i grandi gruppi commerciali che presentano crisi senza precedenti, annunciando migliaia di licenziamenti”. Nonostante queste difficoltà, la Filcams dell’Umbria vuole porre con forza la questione alla nuova giunta regionale e alle associazioni datoriali, nella convinzione che senza un ripensamento dell’intero sistema, a partire anche dagli orientamenti al consumo e dagli stili di vita, non ci sia possibilità di fermare la “grande distruzione” in atto.
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