lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Cresce la povertà alimentare, in Umbria ne soffre il 7 % della popolazione

Cresce la povertà alimentare: sono colpite 5 milioni di persone, 1,3 milioni sono minori

 
Regione Umbria.  È allarme povertà alimentare. Circa 5 milioni e mezzo di italiani ne sono colpito. Di questi circa 1 milione e 300 mila sono minori. Il dato è emerso da un’indagine promossa da Banco Alimentare grazie a Fondazione Deutsche Bank Italia e PwC e non lascia spazio all’immaginazione. Nella apparentemente florida Lombardia l’incidenza di bambini che non possono ricevere un’alimentazione sufficiente è di 13 su 100, a metà strada tra il 3% del Molise e 25% della Calabria.

La ricerca. La ricerca “Food poverty, Food bank” arricchisce le statistiche ufficiali di Istat ed Eurostat, dando una lettura più approfondita. Non si parla più solo dei 6 milioni e 28mila “poveri assoluti” indicati dell’Istat, ma tra questi si va ad analizzare anche la “povertà alimentare” che colpisce 5 milioni e mezzo di italiani.

Il confronto con il 2007. Dall’analisi emerge un’inesorabile discesa italiana lungo un piano sempre più inclinato: la percentuale di famiglie che non si possono permettere un pasto proteico ogni due giorni è più che raddoppiato, passando dal 6% al 14%.

In Umbria il 7% della popolazione è povera. Nonostante l’emergenza alimentare sia a macchia di leopardo è il Sud a evidenziare le situazioni peggiori, con un’incidenza di povertà assoluta che oscilla tra il 3% del Trentino Alto Adige, il 7% dell’Umbria, il 9 della Campania e il 13 della Sicilia. Sono sempre più numerosi i cittadini che si rivolgono agli enti caritativi per ottenere il pacco di viveri, di vestiario o un posto alla mensa.

L’Italia come la Grecia. Per quanto riguarda la povertà alimentare percepita l’Italia è addirittura sui livelli della Grecia con il 14% di famiglie che dichiara di non potersi permettere un pasto proteico ogni due giorni contro il 13,8% della Grecia.

Le cause. È la perdita o la mancanza di un lavoro la prima causa (80% dei casi) di povertà oggi. Al secondo posto un reddito insufficiente per arrivare a fine mese e infine lo sfratto da casa.

 

 

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