La crisi – Una crisi, che come ben chiarito dall’Agenzia Umbria Ricerche, nel Rapporto Economico e Sociale 2012-2013, ha solo accelerato gli effetti di una crisi che nella nostra regione è strutturale e di sistema, molto di più che in altre regioni italiane. Il M5S ritiene che non si possa più attendere e che la priorità vera dell’Italia e dell’Umbria sia il sostegno al reddito di tutti coloro che vivono in condizione di precarietà e povertà. Il sostegno al reddito rappresenta uno strumento indispensabile ed imprescindibile per far ripartire seriamente l’economia. Lo stesso comune di Perugia, nell’anno 2014, ha visto l’entrata per addizionale Irpef ridursi pesantemente proprio in relazione alla riduzione del reddito, così come si è ridotta la richiesta di servizi a domanda individuale, come i servizi mensa, a fronte peraltro di un aumento della morosità nel pagamento del corrispettivo dei vari servizi e delle imposte. Ma la nostra battaglia per il reddito di cittadinanza non è la battaglia per l’assistenzialismo, ma per la dignità, e la dignità la danno il lavoro e un sistema di istruzione e formazione professionale efficaci per chi va orientato, formato e riqualificato, affinché la perdita del posto di lavoro non si trasformi in povertà e tragedia. Un sistema della formazione professionale che deve collegarsi alla capacità dei centri per l’impiego di fare incontrare domanda e offerta di lavoro.
La mozione – Con la mozione presentata oggi 7 luglio, il Movimento 5 Stelle mira ad impegnare il Sindaco e la Giunta di Perugia a sostenere in sede nazionale e regionale l’istituzione immediata del reddito minimo di cittadinanza, di 780,00 euro al mese, rivolto a sostenere disoccupati, inoccupati, lavoratori precari e pensionati al minimo; a chiedere l’istituzione, a livello regionale, di un tavolo tecnico finalizzato al reperimento delle risorse utili a finanziare il reddito minimo di cittadinanza, partendo da una drastica riduzione dei costi gestionali dell’Ente regionale e delle sacche di spreco e inefficienze, Infine la richiesta è che venga attuata a livello regionale una seria organizzazione dei centri per l’impiego e del sistema dell’istruzione e della formazione professionale, affinché si sviluppino strumenti nuovi di orientamento, istruzione e formazione professionale volti a far incontrare domanda ed offerta di lavoro.
Aiuti europei – Ovvio è che in questo quadro l’utilizzo corretto ed efficace dei fondi strutturali della programmazione 2014-2020 sarà fondamentale per favorire imprese capaci, competitive ed innovative. Perpetrare la politica degli aiuti a pioggia, agli amici degli amici, non potrà che far sprofondare definitivamente una regione che non ce la fa più, abbandonata da migliaia di giovani ogni anno, nell’indifferenza totale e colpevole delle istituzioni. “Oltre 125.000 umbri da tempo vivono sotto la soglia di povertà: con tale documento, che presenteremo dopodomani anche in Regione, il Movimento 5 Stelle offre loro l’unica possibile speranza -afferma Andrea Liberati, capogruppo M5S al Consiglio regionale dell’Umbria. Al riguardo Perugia ha una grande responsabilità nazionale, perché ha ospitato la visionaria marcia per il reddito di cittadinanza. Parte dunque proprio da qui una profonda riflessione politica volta a costruire comunità più giuste e più solidali.
Sarebbe davvero illogico e contraddittorio se Regione e amministrazioni locali andassero in direzione opposta rispetto a quella indicata a gran voce dai cittadini”.
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