martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Collemancio, dopo 20 anni torna il Palio del Sasso

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Tra valorosi cavalieri, bellissime dame, giullari e suonatori la storia torna a vivere per una notte. L'appuntamento con il palio è per sabato 18 luglio

 
Collemancio, dopo 20 anni torna il Palio del Sasso
[Collemancio] Nella cornice del borgo medievale di Collemancio, sabato 18 luglio torna, dopo 20 anni, la rievocazione storica del Palio del Sasso, all’interno della tradizionale Festa del Vino.

E’ dell’artista Luigi Silvi lo stendardo che verrà assegnato al vincitore della nuova edizione della rievocazione storica del Palio del Sasso, che torna dopo 20 anni grazie all’entusiasmo dei giovani dell’Associazione Culturale Amici di Collemancio. Dame, giullari e valorosi cavalieri si sfidano per una notte. Tra valorosi cavalieri, bellissime dame, giullari e suonatori la storia torna a vivere per una notte. Nella cornice del borgo medievale di Collemancio sabato 18 luglio torna, dopo 20 anni, la rievocazione storica del Palio del Sasso, all’interno della tradizionale Festa del Vino.

Il palio – La sfida del Palio del Sasso vanta origini antichissime e grazie all’entusiasmo dei giovani dell’Associazione Culturale Amici di Collemancio ritrova il giusto valore, unendo tradizione e innovazione. Il prezioso Palio che andrà al vincitore è stato dipinto quest’anno dall’artista spellano Luigi Silvi. Nelle opere si ispira alla sua terra, l’Umbria, e ai suoi paesaggi incantati con castelli, conventi e luoghi sacri. Anche nel Palio di Collemancio l’omaggio al paesaggio è reso fiabesco dalla sua interpretazione delle forme, attraverso il particolare e sapiente uso dei colori.

Il programma – Sabato 18 luglio, alle ore 21.30, sfilerà tra le vie del borgo il suggestivo corteo medievale che si concluderà al campo del “Laghicciolo” dove i cavalieri di Collemancio, Torre del Colle e Castelbuono si sfideranno in una gara di abilità, tentando di accumulare il maggior numero di punti possibili. Mano ferma e fortuna decreteranno il vincitore e il principe Baglioni farà dono del prezioso Palio al castello trionfante.

La storia del palio – Nel periodo dal 1300 al 1600 gli abitanti di Collemancio e dei borghi vicini organizzavano tornei, duelli e feste per celebrare l’arrivo dei signori Baglioni, che proprio in questo castello amavano trascorrere il periodo estivo tra giochi, vino e battute di caccia. Tra questi eventi c’era il Palio del Sasso, meglio conosciuto come “Battaglia dei Sassi”. Le origini di questa tradizione si perdono nella notte dei tempi: anticamente veniva riproposta la pratica perugina della “sassaiola” e solo successivamente si è sviluppato nella forma che è stata tramandata. Così sarà rappresentato la sera del 18 luglio.

La Festa del Vino –  La Festa del Vino proseguirà fino al 26 luglio, sempre coniugando tradizione e innovazione, due principi che si rispecchiano nel nuovo consiglio direttivo che intreccia l’esperienza con l’entusiasmo dei giovani. Tutte le sere sarà possibile gustare i piatti tipici del territorio umbro, rivisitati in chiave moderna dallo chef, così da non essere sempre eccezionali. Ogni pietanza verrà accompagnata dal vino di cinque cantine locali, vero patrimonio della cultura agrivinicola regionale. Accanto all’esperienza culinaria saranno allestite le mostre “Da Urvinum Hortense a Collemancio” ed “Estemporanee storiche”, il tutto accompagnato dalle note dei talenti nostrani, dal blues, al jazz al country. La dieci giorni collemanciola si concluderà domenica 26 luglio con la tradizionale estemporanea di pittura e la cavalcata tra le verdi colline.

Il borgo – Protagonista assoluto della manifestazione è il borgo di Collemancio, che offre imperdibili scorci e panorami mozzafiato. In particolare, dalla posizione rialzata del sito archeologico di Urvinum Hortense, lo sguardo può spaziare su tutta la valle umbra, da Perugia a Spoleto e la vista non è mai uguale.

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