“Dopo molte forzature . scrivono dal Pd – e con la forte resistenza del Presidente Varasano, il consiglio comunale è iniziato con un minuto di silenzio per commemorare Ilvano Rasimelli, figura centrale della vita istituzionale e politica della nostra città nel dopoguerra: infatti è stato sì Assessore al Comune e Presidente della Provincia, oltre che Senatore della Repubblica, ma soprattutto Rasimelli deve la sua formazione umana e politica all’essere stato partigiano ed aver contribuito a guidare il Comitato di Liberazione nella nostra città”.
La puntualizzazione è più che dovuta, dato che nella sua nota alla stampa l’amministrazione Romizi si limita a ricordare Ramiselli come “uno dei principali protagonisti della vita politica del Capoluogo Umbro, avendo ricoperto dal 1952 al 1964 il ruolo di Assessore e successivamente quello di consigliere comunale dal 1970 al 1975. Successivamente Rasimelli è stato anche Presidente della Provincia di Perugia dal 1964 al 1970, per poi essere eletto nel 1983 al Senato della Repubblica”. E stop.
Sdegnata la replica del Partito democratico, che affida alla voce del suo capogruppo Tommaso Bori parole dure e sentite. ““Ritengo sia molto grave ed istituzionalmente inaccettabile – afferma Bori – l’aver volutamente omesso nel ricordo della storia umana, politica ed istituzionale di Ilvano Rasimelli il suo essere partigiano e essere stato tra i promotori del comitato di liberazione della nostra città. Quella ricordata dal Presidente Varasano – continua Bori – è una figura mutilata perché quella vera sarebbe risultata ‘troppo divisiva’ a suo dire. Queste affermazioni hanno portato la mia coscienza personale a proporre una mozione di censura nei confronti del Presidente per la totale mancanza di senso della storia e delle istituzioni. Ma purtroppo sono stato aggredito ed interrotto più volte dal Presidente e, infine, mi è stata arbitrariamente tolta la parola con metodi che non ho paura di definire fascisti: per questo ho abbandonato i lavori del Consiglio Comunale come protesta.”
Il Gruppo del Partito Democratico ritiene quanto accaduto durante la seduta del Consiglio Comunale inaccettabile e vergognoso: è, infatti, inammissibile e contrario ad ogni regolamento che il Presidente del Consiglio Comunale, figura che dovrebbe essere super-partes e dovrebbe garantire il regolare svolgimento dei lavori, si permetta di togliere la parola ad un Consigliere Comunale solo perché in disaccordo con le sue posizioni istituzionali e politiche quanto meno discutibili. “Chi rappresenta le Istituzioni – conclude la nota del Pd – non può permettersi di cancellare pezzi di storia cittadina e personale di figure come quella di Ilvano Rasimelli, per posizioni politiche personali e interessi di parte”.
Un fatto, quello occorso oggi nel massimo consesso cittadino, che dimostra ancora una volta come il revisionismo sia un’insidia concreta, reale e sempre dietro l’angolo.
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