lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Quando la lupara parla tedesco

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Al Festival internazionale del giornalismo "Mafia Made in Germania", ovvero la storia recente delle infiltrazioni mafiose dalla Baviera in su. Ma anche un esempio perfetto di inchiesta giornalistica transnazionale e a più livelli.

 
Quando la lupara parla tedesco
Perugia.  Dalla Germania ad Agrigento e ritorno, sulle tracce delle cosche mafiose infiltrate in terra alemanna. Si è rivelato un perfetto esempio di collaborazione giornalistica transnazionale ma, soprattutto, tra livelli territoriali differenti il convegno “Mafia Made in Germania: inchieste transnazionali”, promosso dall’Investigative Reporting Project Italy (Irpi) nell’ambito dell’VIII Festival internazionale del giornalismo di Perugia. All’incontro, andato in scena oggi pomeriggio (1 maggio) nella Sala del Dottorato in piazza IV Novembre, hanno preso parte Cecilia Anesi (co-fondatrice Irpi), Anna Maria Neifer (Westdeutscher Rundfunk), Giulio Rubino (co-fondatore Irpi) e David Schraven (Funke Medien-Gruppe). L’evento ha offerto ai numerosi presenti la possibilità di assistere alla ricostruzione della piramide gerarchica della famiglia mafiosa attraverso l’attività investigativa coordinata tra polizia e giornalisti d’inchiesta. Partendo dalle debolezze della società tedesca, il cui sistema giudiziario, per esempio, non considera ancora reato l’appartenenza ad una cosca mafiosa, il viaggio ha condotto le indagini fino in Sicilia, ad Agrigento. Qui, grazie alla collaborazione con i cronisti locali di Grandangolo, per i colleghi tedeschi è stato possibile associare nomi, cognomi e nomignoli raccolti oltralpe in maniera spesso frammentaria, completando il complicato puzzle cominciato in Germania.

Da arena per i regolamenti di conti… Inizialmente l’opinione pubblica tedesca era convinta che la mafia fosse un problema tutto italiano, e che gli omicidi occorsi in patria fossero sporadici regolamenti di conti tra cosche, dato che spesso mafiosi italiani riparano in Germania per via della legge impreparata nei confronti della criminalità organizzata.

…A territorio di caccia prediletto. Tuttavia, attraverso testimonianze raccolte anche all’interno degli ambienti della malavita, è emerso chiaramente come la Germania non si limiti ad essere usata a mo’ di “ufficio” dai numerosi killer italiani, ma rappresenti un vero e proprio terreno privilegiato per gli affari delle cosche siciliane, calabresi, campane e pugliesi.

L’antistato studia sempre lo Stato che lo ospita. Pezzo dopo pezzo, dai pedoni fino alla regina, un membro di cosca ha spiegato in un filmato emblematico come la mafia ricostruisce lo Stato che la ospita, creando una struttura speculare alle istituzioni. “La regina e gli alfieri, elementi vicinissimi al re-boss, studiano le leggi che governano un determinato Stato o una certa regione di interesse. Nello Stato trovano corrispondenza nei massimi centri di potere, istituzionale e finanziario. Una volta stabilito che si può avviare il “business”, arrivano i cavalli e le torri, caporioni di livello inferiore rispetto alla cerchia ristretta della famiglia, ma che sono fondamentali per dar vita alle attività iniziali – generalmente bar, pizzerie ecc – che, oltre a ripulire i primi soldi fungono da luoghi di ritrovo e pianificazione per il boss ed i suoi. Nella vita di tutti i giorni possono essere paragonati alle grandi industrie e alle imprese. La manovalanza, vale dire i pedoni, la si trova quasi sempre all’interno del Paese ospitante. Nel caso della Germania tra i numerosi immigrati italiani, oppure fra i locali segnalati dai primi partner tedeschi. A questi corrispondono, nella legalità, le questure e i commissariati di polizia.

Giornalismo d’inchiesta strumento di riforma. Al termine del lungo lavoro di ricostruzione, durato circa tre anni, la società civile tedesca ha acquisto la consapevolezza della presenza in pianta stabile della criminalità organizzata in Germania, attraverso numerose imprese – anche di livello nazionale – legate all’ediliza e, di conseguenza, agli appalti pubblici. Scopo sociale di questo tipo di inchiesta giornalsitica, hanno concluso gli autori del reportage, è quello di realizzare un cambiamento nella legislatura tedesca, affinché la criminalità organizzata trovi la dovuta collocazione in ambito penale.

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