Non è mancata la consueta stoccata al Partito Democratico, colpevole di aver impedito ogni ipotesi di cambiamento affossando l’elezione di Prodi e Rodotà al Quirinale e favorendo la rielezione (gradita a Berlusconi) di Napolitano il quale aveva, ed ha, lo scopo di favorire la conservazione e le larghe intese. Marco Travaglio strappa così l’applauso di un teatro strapieno affermando: “il PD voleva impedire che al quirinale andasse un cultore della Costituzione italiana“.
Puntuale il riferimento alla vicenda relativa alle intercettazioni telefoniche Napolitano-Mancino. Un momento di grande imbarazzo per il Capo dello Stato, ma anche per quella stampa che, nel luglio 2012, temeva la diffusione di testi scomodi da pubblicare e quindi premeva, insieme allo stesso Napolitano, per far bruciare tutto.
Insomma in “un contesto strano (il nostro paese ndr) in cui si nota molto la normalità“, poiché poco diffusa, Marco Travaglio chiude con il rifiuto di due terribili parole che hanno accompagnato il fallimentare ventennio Berlusconiano e il nuovo periodo di falsi annunci targati Matteo Renzi: “lasciatelo lavorare”. Parole che, a suo dire, suonano peggio della peggiore imprecazione.
Pubblicato anche nel magazine del Festival internazionale del Giornalismo 2014.
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