I 59 ex dipendenti Trafomec, infatti, si sono visti riconoscere dal tribunale il diritto a considerare i propri crediti privilegiati, senza tuttavia poter disporre di date certe e modalità di riscossione. “Potrebbero passare anni – ha fatto notare – prima di riuscire a mettere in tasca il proprio denaro, come previsto in accordi tra le parti. Inoltre, l’azienda non ha mantenuto l’altro vincolo dell’accordo, in merito alle assunzioni, rimanendo ferma a quota 103, contro le 120 unità concordate, vanificando anche le prospettive di riassunzione che molti ex dipendenti nutrivano e nutrono ancora”.
Senza considerare poi le difficoltà vissute dai lavoratori attualmente in forza, “che vivono una condizione difficilissima, tra ritardi nel pagamento dello stipendio ed una oggettiva situazione di improduttività, evidentemente conseguente alla scarsa liquidità economica aziendale. Abbiamo quindi la necessità, imprescindibile, di rimettere al centro dell’agenda politica, sociale e sindacale la vertenza Trafomec. Quindi intendiamo nuovamente richiedere alla Regione – ha concluso Alunni – un incontro con tutti i soggetti interessati alla vicenda, azienda, sindacato ed appunto il massimo ente politico regionale e poi convocare, in tempi brevi, tutti i lavoratori per fare assemblee, perché riteniamo più che mai aperta la vertenza. I lavoratori esigono risposte concrete”.
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