lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Discarica di Orvieto, livelli di mercurio ben oltre il consentito e l’ombra della camorra e di mafia capitale

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Per il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini, bisogna pensare alla salute pubblica e all'ambiente non al mero interesse economico. Quello fatto finora va azzerato

 
Discarica di Orvieto, livelli di mercurio ben oltre il consentito e l’ombra della camorra e di mafia capitale
Conca Ternana. “Un impatto ambientale che definire disastroso è dire poco. Mai come oggi si sente la necessità di ridefinire il futuro della discarica “Le Crete” di Orvieto”. Lo dichiara il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini, per il quale “è arrivato il momento di azzerare quanto fatto fino ad ora, dimenticare l’apertura del terzo calanco e impostare un confronto, ad ogni livello politico e istituzionale, che preveda lo sviluppo di un percorso il cui fine ultimo guardi alla salute dei cittadini e alla salvaguardia ambientale e non più al mero interesse economico”. Secondo Fiorini “non è più tempo dei rinvii, dei segreti, degli accordi sottobanco presi in un caldo e anonimo pomeriggio di agosto: i cittadini orvietani sono stanchi di essere presi in giro e vogliono risposte serie. Il comune di Orvieto e la Giunta regionale non possono più sottrarsi alla verità. Quella verità scomoda che ha visto la discarica Le Crete balzare agli onori della cronaca solo per nefaste vicende legate ad inquinamento, organizzazioni criminali e aule di tribunale”. “La storia – ricorda Fiorini – è lunga. Ci limiteremo a citare alcune delle vicende più vergognose e inquietanti che l’hanno caratterizzata negli ultimi 20 anni. Tra il 1997 e il 1998 un violento evento atmosferico liberò liquami e detriti che finirono diretti nel fiume Paglia. Dal 2001 abbiamo assistito allo scandalo campano di strani sversamenti notturni nella seconda discarica (da poco aperta) e più volte denunciati dai cittadini orvietani. La mano lunga della camorra e gli strani rapporti Orvieto-Napoli hanno portato in Umbria oltre 60 mila tonnellate di rifiuti (tre volte il quantitativo previsto da precedenti accordi) di dubbia provenienza e consistenza. Inchieste, processi e aule di tribunale si sono aperte più volte per funzionari e dirigenti Sao, gestore della discarica, esponenti comunali e regionali, tutti indagati per abusi, e reati ambientali, poi prosciolti per decorrenza dei termini”. “Negli anni più recenti – prosegue il capogruppo della Lega – la gestione dei rifiuti in Umbria, ad appannaggio della Ati, è stata appaltata ad alcune aziende umbre e laziali. Tra queste la Cosp-Tecno Service, azienda citata nelle indagini di mafia capitale per la relazione con le cooperative di uno degli indagati. Lo scandalo di mafia capitale non ha fermato lo scandalo orvietano che ancora oggi vede personaggi di dubbia identità morale spingere per l’apertura del terzo calanco della discarica, accordi pluriennali che mirano all’ampliamento del sito e con la Regione che si volta dall’altra parte facendo finta di niente. Arrivando fino all’anno corrente, dove dalla stessa Sao e dall’Arpa, vengono rilevati elevati i livelli di mercurio nel suolo e sedimenti nei pressi del fiume Paglia. Il comune di Orvieto fa finta di niente, ancora una volta, e permette lo scempio del proprio territorio mettendo a rischio la salute dei cittadini”. “Per la Lega Nord – continua Fiorini – è arrivato il momento di dire basta. La politica deve sedersi intorno ad un tavolo e fare chiarezza sul reale potenziale inquinante della discarica. Bisogna disporre nuove e più approfondite analisi in relazione al suolo dell’area circostante e i sedimenti del fiume Paglia. Bisogna opporsi ad ogni tentativo di ampliare il sito, rivedere gli accordi presi, agire nella più totale trasparenza ed allontanare immediatamente ogni corrotta pretesa di fare dell’Orvietano la discarica preferita delle organizzazioni criminali. Non è più tempo di voltarsi dall’altra parte. La questione va affrontata subito”. 

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