lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Cna Umbria: “In cinque anni di crisi perse quasi 1.800 imprese”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Secondo una ricerca condotta sul territorio "la discesa però si è fermata". Il Manifatturiero conta ancora oltre 8mila attività imprenditoriali.

 
Cna Umbria: “In cinque anni di crisi perse quasi 1.800 imprese”
Regione Umbria.  Un saldo negativo di 1.787 imprese, pari a una perdita di circa il 9% del Pil. È questo, in termini numerici, il risultato prodotto dalla crisi in Umbria. A rivelarlo una ricerca condotta da Cna Umbria in collaborazione con il centro studi Sintesi.

“A restare sul tappeto sono state il 2,1% delle imprese umbre – afferma Francesco Vestrelli, responsabile regionale di Cna Produzione – un dato comunque inferiore a quello registrato su scala nazionale (- 2,6%). Le perdite assolute più vistose hanno investito il settore delle costruzioni (- 1.209 imprese), l’agricoltura (- 1.755) e i trasporti (- 229). Il manifatturiero, pur avendo perso 470 imprese, ne conta ancora 8.344, pari al 10% del totale del tessuto imprenditoriale. All’interno del comparto manifatturiero diminuiscono in particolare il sistema moda, che perde 155 unità, la metallurgia e la meccanica che arretrano di 162 e il settore legno/arredo che retrocede di 187, mentre crescono soprattutto le imprese dell’agroalimentare (+ 40 aziende), quelle che fabbricano macchinari e apparecchiature meccaniche (+ 58) e quelle del settore energia elettrica, gas etc.., che aumentano di 169 unità. La ricerca – prosegue Vestrelli – evidenzia anche un ridisegno della composizione del tessuto imprenditoriale a favore del settore dei servizi, da quelli tradizionali a quelli alla persona, da quelli innovativi a quelli commerciali. Ma il manifatturiero continua a svolgere un ruolo determinante nella nostra regione. In questi anni molte imprese del settore hanno saputo fare la propria parte, reinventandosi, ristrutturandosi, trovando nuovi sbocchi. E i dati sull’occupazione, che segnano una ripresa (+ 565 posti di lavoro nel primo semestre 2015 in settori diversi dall’edilizia), stanno a testimoniarlo. Noi crediamo che sul manifatturiero si debba continuare a puntare. La stessa Unione europea – sottolinea Vestrelli – si è data come obiettivo quello di rafforzare l’industria manifatturiera per portarla a rappresentare almeno il 20% del Pil”.

“In Umbria – interviene Simone Mazzocchi, presidente regionale di Cna Produzione – arriveranno risorse importanti provenienti dai fondi europei, che se verranno messe a leva potranno giocare un ruolo determinante nel promuovere lo sviluppo del tessuto imprenditoriale della regione. Per le piccole e medie imprese lo sviluppo passa attraverso gli investimenti, le competenze delle risorse umane e la diversificazione dei prodotti frutto della ricerca industriale.. Ecco perché – va avanti Mazzocchi – riteniamo che siano ancora di fondamentale importanza contributi in conto capitale e in conto interesse per favorire la realizzazione di investimenti in nuovi processi produttivi, corsi di formazione ad hoc per far acquisire ai nuovi occupati le competenze necessarie ed eventualmente misure tese a promuovere la ricerca. È nostra convinzione che la creazione di nuovi posti di lavoro, anche nei prossimi anni, passerà attraverso la realizzazione di nuovi investimenti. Infine – conclude Mazzocchi – torniamo a sottolineare che le facilitazioni per l’accesso al credito e per l’internazionalizzazione continueranno ad avere un’importanza prevalente, soprattutto per le micro e le piccole imprese”.

TOTALE IMPRESE –        1787
Edilizia –        1209
Trasporti –        229
Agricoltura –        1755
Manifatturiero –        470
NEL MANIFATTURIERO
Diminuiscono principalmente
Legno/arredo casa –        187
Tessile –        155
Mettallurgia/meccanica –        162
Aumentano principalmente
Industria agroalimentare + 40
Apparecchiature meccaniche + 58
Fornitura energia (gas, vapore, ecc) + 169
CRESCONO
servizi tradizionali
servizi innovativi
commercio

 

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