INTERVENTI
VALERIO MANCINI (Lega nord): “I cittadini vogliono sapere quanti soldi vengono spesi per accogliere i profughi e quanti immigrati ci sono attualmente in Umbria. Le risorse disponibili dovrebbero essere impiegate per far rimanere gli italiani in Italia. Serve una politica rigida nella valutazione delle richieste di asilo. Le forze dell’ordine fanno il massimo per garantire la sicurezza. Ma siamo al terzo morto in Umbria vittima di qualcuno che non dovrebbe essere in questo territorio. La situazione è allarmante. Le associazioni che si prendono in carico la gestione degli immigrati dovrebbero avere maggiori responsabilità, anche per la sicurezza. Non è possibile che, come successo a Nocera Umbra, vengano spostati profughi in appartamenti senza che nessuno sappia niente, dal sindaco ai carabinieri”.
MARCO SQUARTA (Fratelli d’Italia): “Due dati sono allarmanti: che su 650 richieste di asilo 450 vengano respinte e che della metà dei profughi che arrivano si perdano le tracce. Bisogna attivarsi con le questure per studiare misure di identificazione più stringenti. Inoltre serve aprire un tavolo per garantire la sicurezza dei pellegrini che arriveranno in Umbria per il Giubileo, anche sopo l’attacco hacker al portale dell’aeroporto ‘San Francesco’ dei giorni scorsi”.
ATTILIO SOLINAS (Partito democratico): “I profughi provengono da paesi con malattie endemiche. È importante attivare procedure per screening che verifichino il loro stato di salute, anche perché una volta inseriti nelle strutture di accoglienza hanno accesso al servizio sanitario”.
CLAUDIO RICCI (Portavoce centrodestra e civiche): “Grazie ai Prefetti per la loro presenza qui, e grazie al consigliere Mancini per aver sollevato con forza il problema. È importante intensificare il lavoro che i prefetti stanno portando avanti in vista del Giubileo. Come sottolineato dall’Onu, il problema dei migranti che oggi è eccezionale, nei prossimi 5-10 anni si trasformerà in normale. È necessaria una mappa tematica dell’Umbria per individuare le zone più pronte all’accoglienza, così da evitare eccessive concentrazioni o ingressi non anticipati da adeguata informazione. Le strutture di accoglienza non sempre hanno canoni adeguati di vivibilità. Il lavoro di comunicazione istituzionale è importante per vincere la diffidenza, una volta che si è accertato chi può essere accolto. Serve anche la collaborazione con le pro loco per coinvolgere, in forma volontaria, gli immigrati in servizi generali dei comuni”.
EMANUELE FIORNI (Lega nord): “A Terni c’è un aumento degli immigrati rispetti a quelli previsti. Non dobbiamo aumentare il numero, anche per i noti fatti di cronaca avvenuti in città. Serve intensificare i controlli per garantire la sicurezza. Quando gli immigrati arrivano in Umbria dovrebbero già essere identificati. Serve capire da chi arrivano i soldi per l’accoglienza”.
MARIA GRAZIA CARBONARI (Movimento 5 Stelle): “C’è preoccupazione per il 50 per cento di profughi che si allontanano prima dell’identificazione. Vorremmo capire se questo dato è in linea con la media italiana. A livello nazionale il tempo medio di assistenza delle persone ospitate è di due anni. Una gestione del fenomeno efficiente dovrebbe durare 2-3 mesi. Serve capire la tempistica in Umbria”.
MARCO VINICIO GUASTICCHI (Partito democratico): “I prefetti operano in una situazione difficile e complessa per affrontare un’emergenza in cui non ci sono numeri certi. Dobbiamo capire come le istituzioni possono collaborare. Serve informazione per evitare il rischio di rivolte territoriali, e capire se i rifugiati possono essere utilizzati per lavori socialmente utili. Serve attivare un tavolo di comunicazione continua e non lasciare sole le prefetture”.
GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Partito democratico): “Il lavoro dei prefetti porta sicurezza e umanità. Per questo li ringraziamo. Gualdo Cattaneo ha 6500 abitanti, e ci sono 1200 immigrati che lavorano. Dobbiamo rileggere l’Umbria sotto questa chiave, altrimenti passiamo da una paura all’altra”.
SERGIO DE VINCENZI (Ricci presidente): “I protocolli operativi della gestione degli immigrati vanno rispettati da parte delle associazioni vincitrici dei bandi. Servono anche controlli e verifiche. Solo così possiamo capire responsabilità in eventuali problemi come quelli di spostamenti senza informazione ai territori”. Quello che più ci preoccupa è l’aver appreso che oltre il 50 per cento degli arrivati in Umbria sparisce la notte dopo senza lasciare traccia. Sono fantasmi di cui non sappiamo nulla, che vagano nel nostro territorio senza identità e possibilità di controllo da parte degli organi preposti”. Lo scrive il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini a margine dell’audizione in Commissione con il prefetto di Perugia Antonella De Miro e il vice prefetto vicario di Terni Andrea Gambassi, per approfondire la tematica dell’accoglienza profughi in Umbria. Per Fiorini, “il fattore sicurezza, in questi casi, deve essere al primo posto. Chi arriva deve essere subito identificato e schedato, ma soprattutto non deve essere concessa alcuna possibilità di fuggire dalle strutture di prima accoglienza. Non ci dimentichiamo di tutti gli episodi di violenza che hanno caratterizzato la città di Terni ad inizio anno e quello di qualche giorno fa accaduto a Perugia”. Fiorini sottolinea la necessità di “diversificare la tipologia di accoglienza per chi effettivamente fugge da una guerra e quindi con tutti i presupposti per essere aiutato e chi, invece, arriva in Italia solo per delinquere o senza una ragione apparente. Molto curioso e anche preoccupante, il fatto che tra i rifugiati, come confermato dagli stessi Prefetti, non ci siano bambini”. Per il capogruppo regionale leghista bisogna “prevedere maggiori controlli in merito ai bandi di gara per cooperative e associazioni, perché spesso, a nostro avviso, dietro il fattore umano e sociale, si cela un vero e proprio business. I 13 milioni di euro spesi ogni anno (10 milioni per Perugia e 3 milioni per Terni) per il mantenimento di queste persone, contrastano, in maniera netta, con le condizioni di disagio economico in cui si trovano a vivere gli italiani, senza lavoro e senza casa”. Fiorini, in conclusione esprime “ringraziamenti ai due Prefetti per l’impegno e la professionalità profusi. Comprendiamo le loro difficoltà nell’avviare un confronto serio con rappresentanti di Governo, quali Alfano e Renzi, praticamente inermi e immobili di fronte ad un quadro geopolitico che da qui ai prossimi anni vedrà masse importanti di rifugiati spingersi in Italia”.
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