“Con meno di un milione di persone, l’Umbria – spiega Ricci – per dimensione è una ‘città metropolitana diffusa’ e deve essere valorizzata puntando soprattutto allo sviluppo di maggiori e più efficienti sistemi di trasporto al fine di attrarre opportunità e investimenti, nonché sviluppando le filiere cultura, ambiente e turismo, le industrie creative/innovative e il nuovo manifatturiero che sa unire le mani creative artigianali con l’industria evoluta. È la Regione – rimarca Ricci – dove la storia ha messo in armonia, da otto secoli, scienza, umanesimo francescano per la dignità e la reciproca comprensione, nonché paesaggio culturale e arte: semmai il ‘Cuore verde d’Italia’ – conclude – deve ampliare le relazioni istituzionali con i ‘due mari’ (Toscana e parte del Lazio – Marche) rimanendo al baricentro geografico di un forte sistema territoriale del centro Italia. I Love Umbria: la Regione deve rimanere”.
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