“Dopo circa venti lunghi giorni di viaggio, dopo più di 7.000 km percorsi tra caotiche autostrade europee, strade pesantemente accidentate in Russia, selvagge steppe kazake, e dopo aver attraversato diverse capitali e grandi città euroasiatiche a bordo della nostra fedele e indistruttibile Opel Frontera, preparata dagli eccellenti meccanici della Drag1Racing, finalmente siamo giunti alla nostra destinazione: Astana, la capitale del Kazakhstan.
Non è stato semplice né tanto meno una passeggiata, ma un viaggio con ostacoli via via sempre più difficili da superare, condito da diversi imprevisti e condizioni meteorologiche non molto favorevoli: dai cantieri stradali infiniti della Polonia alla desolazione dei paesi baltici (e le loro volpi aggressive), dal gelo e l’impraticabilità delle strade russe (compresa la guida spericolata di diversi abitanti) alla sterminata e fredda steppa kazaka. Siamo comunque riusciti a superare tutti questi problemi grazie soprattutto al grande spirito di accoglienza e calorosità a noi riservato dai popoli russo e kazako, al di là di ogni differenza linguistica, culturale e territoriale.
Sin da San Pietroburgo infatti abbiamo avuto prova di ciò grazie ad alcuni italiani e russi del Consolato e dell’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo, diretto dalla dottoressa Redenta Maffettoni, con la quale avevamo preso contatto grazie all’Università per Stranieri di Perugia: queste persone ci hanno accolto e aiutato ad ambientarci in Russia. Oltre a loro, in ogni città russa in cui abbiamo messo piede abbiamo sempre trovato qualcuno/a disposti ad aiutarci o a condividere momenti di sano divertimento davanti a una loro bevanda tipica, alla quale ricambiavamo facendo assaggiare la nostra grappa La Pegna. Tutto questo ci ha fatto capire che in realtà i luoghi comuni, veicolati anche dai media che magari dipingono i Russi come un popolo chiuso od ostile sono clamorosamente sbagliati: i Russi sono persone normalissime e forse sono anche più calorosi e buoni di molti nostri connazionali.
All’alba del diciassettesimo giorno siamo finalmente entrati in Kazakhstan e subito ci siamo resi conto che le voci riguardo al grande amore che il popolo kazako nutriva nei confronti degli italiani non erano affatto una leggenda: la gente ci fermava per strada e ci chiedeva di fare una foto o di cantare una canzone di Celentano o di Albano (è successo perfino a un posto di blocco della Polizia!). Per quasi cinque giorni abbiamo percorso chilometri e chilometri di strade in mezzo alla affascinante steppa kazaka, dove le città e soprattutto i benzinai sono come oasi nel deserto, in un paesaggio selvaggio caratterizzato anche da diversi animali lasciati liberi a pascolare nelle steppe, da treni a vapore e cowboy solitari: ci sembrava di essere entrati nel Far East. Finalmente dopo giorni di steppa, al ventesimo giorno abbiamo visto da lontano comparire in mezzo al nulla la nostra tanto agognata meta, la grande capitale Astana.
Giunti a destinazione siamo stati accolti dall’ormai amico Chengis della Camera di Commercio kazaka e collaboratore del nostro più grande sostenitore Giovanni Pomponi, il console onorario per la Repubblica del Kazakhstan in Italia e a San Marino. Abbiamo visitato la città e siamo subito rimasti sbalorditi dallo splendore dei suoi monumenti e dalla magnificenza dei suo grattacieli. Ora che l’obiettivo geografico era stato raggiunto non ci restava che fare quello per cui eravamo venuti: far conoscere la nostra città, i prodotti del nostro territorio e le realtà accademiche e culturali della nostra regione.
In primo luogo abbiamo avuto un incontro con il vice presidente della Camera di Commercio di Astana e del Kazakhstan, al quale abbiamo donato tutte le migliori eccellenze enogastronomiche umbre e in parte toscane, forniteci dalla Cantina Lungarotti, dall’Antica Bottega alimentare La Pegna dal 1860, dall’Agraria Nevi, dall’Azienda Agricola Terrioli e dalla Bottega di Perugia: questi è rimasto entusiasta e molto ben disposto a collaborare in futuro sul piano commerciale.
In seguito abbiamo fatto visita alla L.N. Gumilyov Eurasian National University (Università degli Studi Eurasiatici) al cui ufficio di Relazioni Internazionali abbiamo consegnato la lettera di accordo quadro per scambi di studenti, ricercatori e docenti dell’Università degli Studi di Perugia firmata dal rettore Franco Moriconi e alcuni doni da parte dell’Università per Stranieri di Perugia; abbiamo naturalmente portato i saluti dei MM.RR. Franco Moriconi e Giovanni Paciullo, del professor Francesco Randazzo (Direttore Cirseu, Centro Internazionale di Ricerche e Studi Eurasiatici), della dottoressa Valentina Severoni (Università per Stranieri di Perugia), della professoressa Elena Stanghellini (delegato del rettore per le Relazioni Internazionali della Università degli Studi di Perugia), del professor Ambrogio Santambrogio (direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Università degli Studi di Perugia), di Alberto Gambelli (presidente del Consiglio Studenti), dell’Associazione Universitaria Idee in Movimento e di tutti gli studenti, ricercatori e docenti dei due Atenei perugini. I referenti della L.N. Gumilyov Eurasian National University hanno calorosamente ricambiato, colpiti dall’originalità con cui era stata portata la lettera di accordo, promettendo una rapida risposta e donandoci alcuni simboli della loro Università.
Ci siamo infine recati presso il municipio della città per incontrare il capo della divisione Cooperazioni Internazionali, al quale abbiamo lasciato una lettera di saluti da parte del sindaco Andrea Romizi, dell’assessore Michele Fioroni e del Comune di Perugia per il sindaco di Astana e un quadro raffigurante il logo del nostro progetto, disegnato dall’artista perugino Francesco Quintaliani; abbiamo inoltre mostrato tramite alcuni link la nostra città e le sue iniziative (come Mecenate per un giorno), la candidatura a Capitale Europea dei Giovani e gli eventi organizzati dal Consorzio Perugia in Centro.
Ora che finalmente abbiamo completato anche la missione diplomatica è il momento di rimontare a bordo del nostro destriero meccanico, per fare rotta di nuovo verso occidente, verso la vecchia Europa, verso l’Italia e Perugia, forti di tante nuove esperienze e piacevoli conoscenze, con un pizzico di amarezza per i luoghi fantastici che ci lasciamo alle spalle ma con una gran voglia di ritornare finalmente a casa”.
Eugenio, Giacomo & Giuseppe
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