I numeri in Umbria L’assessore Fabio Paparelli ha evidenziato che “la Regione ha il compito di provvedere all’istruttoria e all’autorizzazione delle domande della cassa integrazione in deroga, perché il resto spetta all’Inps. La Regione provvede a emanare i provvedimenti di autorizzazione solo in presenza di copertura finanziaria rappresentata dalle risorse messe a disposizione dal Ministero Lavoro. Da un monitoraggio alla data odierna, le domande di Cig pervenute alla Regione Umbria dall’inizio 2015 sono 3 mila 739, e interessano 1.349 imprese e 5 mila 835 lavoratori”.
I fondi stanziati La Regione Umbria sulla base dei fondi assegnati dal Ministero del Lavoro, ha provveduto a autorizzare 2 mila 517 domande di cassa integrazione per un totale impegnato di 10 milioni 196 euro e un totale rendicontato di 8 milioni 108mila euro, con 1.069 imprese coinvolte e più di quattromila lavoratori. Sono in attesa di autorizzazione altre 1.228 domande che saranno autorizzate non appena sarà approvato il decreto ministeriale di assegnazione delle risorse finanziarie perché la Regione esamina e emana i provvedimenti di autorizzazione solo in presenza di copertura finanziaria. Per tutte queste domande noi peraltro abbiamo anche completato l’istruttoria.
Il fabbisogno per il 2015 Per il 2015 si stima un fabbisogno di circa 20 milioni. Al 29 ottobre sono stati trasmessi all’Inps 2 mila 486 modelli trasmessi dalle aziende per il pagamento, di cui 2mila 333 pagate, e 153 modelli relativi a 335 lavoratori risultano ancora in giacenza a causa di ritardata trasmissione. L’Inps ha respinto solo 4 domande di cassa in deroga autorizzate dalla Regione in quanto per “due aziende – ha detto Paparelli – risulta che non sono stati utilizzati tutti gli strumenti ordinari prima di accedere alla cassa in deroga, mentre le altre due aziende risultano in liquidazione. Sono 41 le domande presentate da imprese per un ammortizzatore sociale ordinario che hanno ricevuto dall’Inps o dal Ministero un rigetto per varie motivazioni”. Per evitare che i lavoratori interessati si vengano a trovare sprovvisti di ammortizzatori sociali, ha continuato l’assessore, “noi siamo già pronti con le autorizzazioni correlate. Proprio in questi giorni c’è stata un’interpretazione da parte dell’Inps contraria alla prassi seguita da tutte le regioni, insieme ad altre regioni abbiamo fatto un interpello al Ministero del Lavoro per chiedere un’interpretazione definitiva che sia coerente con l’impianto normativo”.
Il commento di Mancini Il consigliere Mancini nella replica si è dichiarato “non soddisfatto” della risposta dell’assessore che a suo dire ha fatto una disamina “meramente tecnica. Rimane il problema dei sei mesi per il pagamento della cassa. Esprimo una forte condanna politica della procedura seguita: il presidente Renzi e il ministro Poletti non si sono preoccupati della situazione e all’Umbria mancano 20milioni di euro. Inps e Regione parlano due lingue diverse mentre i lavoratori rimangono a bocca asciutta. La Regione dovrebbe anticipare la cassa integrazione ai lavoratori”.
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