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Giornale dell’Umbria: Asu e Cgil attivano i propri legali. Si valutano profili di comportamento antisindacale
di Redazione Perugia Online - 8 novembre 2015Era stato l'editore a imporre il blocco della stampa con una mail in serata. Ora i sindacati scendono in campo e valutano eventuali azioni legali, laddove ci sia stata una violazione dei diritti dei giornalisti della testata regionale
Regione Umbria. L’Associazione Stampa Umbra, la Cgil regionale e la Slc Cgil regionale stigmatizzano il comportamento inqualificabile dell’editore del Giornale dell’Umbria, Giuseppe Incarnato, che ha bloccato nella serata di ieri (7 novembre) l’edizione cartacea del giornale di oggi (8 novembre) con una motivazione pretestuosa ed irricevibile. Alla luce di quanto accaduto e in riferimento alla situazione di grave difficoltà occupazionale e professionale dei giornalisti e dei poligrafici del Giornale dell’Umbria, Asu e Cgil valuteranno, insieme ai propri legali, se nella decisione assunta dall’editore ci siano profili di comportamento antisindacale, oltre a tutte le azioni necessarie alla tutela dei lavoratori ed al mantenimento dei livelli occupazionali. Questa la dura nota del comitato di redazione della testata. “I giornalisti del Giornale dell’Umbria – si legge nella nota del Cdr – attraverso il Comitato di redazione della testata stessa, precisa, in primo luogo, che la mancata uscita in edicola del quotidiano dell’8 novembre non è dovuta ad azioni di sciopero da parte del personale giornalistico e poligrafico, ma chiedono per espressa volontà dell’Editore. Il Comitato di redazione chiede con urgenza l’intervento del signor Prefetto di Perugia, della Presidente della Regione Umbria e dei sindaci di Perugia e Terni dopo quanto accaduto nella notte appena passata ad opera dell’editore-proprietario del Giornale dell’Umbria, il quale con una e-mail notturna ha improvvisamente deciso di non autorizzare la pubblicazione e stampa dell’edizione cartacea odierna del quotidiano, già confezionata dal personale giornalistico, fino a nuovo ordine, in quanto non rispecchiava la nuova foliazione prevista nel Piano editoriale; su questo punto il Comitato di redazione ricorda che il direttore responsabile non ha mai presentato tale Piano al suo insediamento e la nuova foliazione non è mai stata comunicata ufficialmente né al Cdr né al personale giornalistico e poligrafico. L’editore, peraltro, adducendo alcuna motivazione di ciò si è reso così protagonista di un atto che giudichiamo arbitrario (non il primo, per la verità) e gravissimo per il lavoro e la dignità di ciascun lavoratore della testata, nonché, a nostro avviso, compiuto in violazione del Comma 2 dell’articolo 21 della Costituzione italiana e dell’articolo 28 della Legge 300. Il Cdr ricorda che il comportamento dell’Editore si configura come una “serrata”, espressamente vietata dalla legge e che sarà oggetto di valutazione da parte della Magistratura, alla quale la questione sarà sottoposta immediatamente. Il Comitato di redazione denuncia il clima di lavoro divenuto insostenibile e che si è venuto a creare nella redazione a causa delle forti, continue e illegittime ingerenze sull’organizzazione del lavoro stesso e sul controllo del prodotto editoriale da parte dell’editore. Si ricorda, inoltre, che la giornata lavorativa del 7 novembre è interamente dovuta in quanto il prodotto è stato confezionato e mandato in stampa. Prova ne è anche il fatto che è stata realizzata e messa in vendita la copia digitale. Il Cdr ricorda, infine, che il 19 dicembre del 2014 è stato sottoscritto un contratto di solidarietà che l’editore e il direttore hanno violato in più punti e a più riprese. Per questo motivo si auspica l’immediata convocazione di un tavolo di confronto tra le parti davanti al Ministero, alla Fnsi e alla Fieg al fine di ricondurre l’azienda al rispetto del contratto sottoscritto”.
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