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Liberalismo e cooperazione internazionale
di Martina Pazzi - 18 novembre 2015Alla Stranieri, un seminario di studio sulla pace e la sicurezza nella politica estera italiana,nella Sala Goldoniana di Palazzo Gallenga, alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo
Perugia. “Gettare il germe fecondo dei futuri Stati Uniti d’Europa”. Era l’auspicio di un pacifista convinto come Edoardo Giretti, questo, della nascita di una Federazione europea. E, come lui, da fine Ottocento, molti militanti italiani di orientamento democratico-liberale colsero nei concetti di pace, integrazione, prospettiva di sviluppo comunitario nazionale ed internazionale, cooperazione tra gli Stati, i nuovi fari politico-economici e socio-culturali della neonata Italia. Pace, sicurezza e cooperazione internazionale nella politica estera italiana, nel quarantennio che va dal 1919 al 1957 e che ingloba le nefandezze delle due guerre mondiali e la situazione, onerosa e greve, della ricostruzione post-bellica, sono stati i temi centrali del seminario di studio che si è tenuto oggi, nella Sala Goldoniana di Palazzo Gallenga, alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo, in occasione della pubblicazione del secondo tomo del Dizionario del Liberalismo italiano, edito quest’anno per i tipi di Rubettino e coordinato dal professor Fabio Grassi Orsini, direttore dell’Istituto Storico del Pensiero Liberale. Dizionario, che, dopo la pubblicazione del primo tomo nel 2011, a 50 anni esatti dall’unità del nostro Paese, si arricchisce oggi di nuove voci biografiche (in tutto 404) delle personalità liberaliste più insigni, per ricostruire uno spaccato fondamentale di una fervida stagione democratica della storia italiana, aperta a nuovi assetti internazionali. E quale cornice migliore, per un ciclo di studi sulla cooperazione internazionale, che l’Università per Stranieri di Perugia, da sempre promotrice della cultura italiana all’estero? Quale riferimento migliore, se non quello al conte Carlo Sforza, citato dal Magnifico Rettore nell’intervento inaugurale? Sforza che ricoprì, tra le altre cariche, anche quella di Rettore di questo Ateneo dal 1947 al 1953. Coordinato dal professor Fabio Grassi Orsini, organizzato dal professor Luciano Tosi in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia e moderato dalla professoressa Federica Guazzini, il seminario ha registrato la partecipazione di docenti illustri di varie Università italiane, tra cui, oltre che i due Atenei perugini, anche quelli di Siena, Messina, Bari, e la presenza di una nutrita platea composta da docenti e studenti. In questo gran tour, come l’ha ribattezzato il professor Gerardo Nicolosi, del Dizionario del liberalismo italiano, i dibattiti sul pacifismo e sul liberalismo, anche mediatico, si stanno infittendo nelle istituzioni accademiche, politiche, culturali del nostro Paese. Hanno ruotato attorno ai temi del pacifismo borghese italiano, della stampa liberale, personificata nel caso paradigmatico di Giovanni Amendola, di ricostruzioni storiche condotte sulla Società delle Nazioni e sulla Conferenza di Pace di Parigi, datata al 1919, e ancora, sui rapporti diplomatici tra Italia e America, alla luce dell’Alleanza Atlantica, sull’ammissione dell’Italia nelle Nazioni Unite, contro ogni nazionalismo, sulle varie categorie d’appartenenza dei liberalisti, nella storia dell’integrazione europea, gli interventi di D’Angelo, Nicolosi, Garzia, Villani, Tosi, Ranieri. Con uno sguardo gettato sulla diplomazia culturale italiana, “uno degli strumenti più efficaci” secondo De Gasperi, in grado di promuovere rapporti sovranazionali, anche di matrice politico-economica, e sull’orientamento cattolico di un manipolo di personalità con un ruolo decisivo nella politica estera italiana e mediterranea dal 1945 in avanti, nei contributi di Medici e Impagliazzo. Per far dimenticare ai popoli, come esortava Flora, l’inganno della propaganda politica. Per orientarsi, come suggeriva Amendola nel carteggio con Prezzolini.
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