GLI UMBRI SI DIFENDONO SOPRATTUTTO CON LA VIDEOSORVEGLIANZA. IL PROTOCOLLO SECURSHOP
Gli imprenditori umbri, più di quelli italiani, cercano di proteggersi dalle forme di criminalità con tutti i sistemi cautelari e le misure di sicurezza a disposizione: l80% del campione ha messo in atto almeno un sistema di protezione (76% il dato nazionale). Sopra la media in particolare l’uso di telecamere/impianti di allarme: 58% in Umbra contro il 50%. Il 37% si affida alle assicurazioni, il 17% alla vigilanza privata, il 17% a vetrine corazzate. Risponde a questo particolare bisogno evidenziato dagli imprenditori umbri di tutelarsi dai fatti criminali la firma tra la Confcommercio della provincia di Perugia e la Prefettura di Perugia, che avverrà tra qualche giorno, di un protocollo attuattivo a livello locale dellaccordo quadro per la video sorveglianza Securshop, finalizzato a migliorare la sicurezza nel settore degli esercizi commerciali. Il valore aggiunto di SecurShop è nel fatto che i negozi e gli esercizi che aderiranno alliniziativa saranno messi in rete e dotati di un sistema di video sorveglianza collegato direttamente con le Centrali operative di Questura e Carabinieri; questo permetterà di vedere in tempo reale quello che accade, al fine non solo di facilitare lindividuazione dei colpevoli, ma di intervenire subito per bloccare l’evento criminoso. Il protocollo sarà presentato nel dettaglio in occasione della firma.
CERTEZZA DELLA PENA, IL PRIMO REQUISITO PER LA SICUREZZA. Quando si parla di iniziative più efficaci per la sicurezza delle imprese e del territorio, in Umbra si attribuisce maggiore importanza rispetto alla media italiana alla certezza della pena (82% contro 73%) e agli interventi degli enti locali per poliziotti di quartiere/polizia locale (26% contro 15%).Un 62% del campione invoca maggiore protezione sul territorio da parte delle Forze dell’Ordine, il 9% maggior collaborazione con le stesse. A fronte di queste risposte non stupisce che in Umbria, rispetto alla media nazionale, sia sensibilmente più alta la quota di chi ritiene che le leggi che contrastano i fenomeni criminali non siano per niente efficaci (61% del campione contro il 45% del dato italiano) o poco efficaci (32%), né che il 75% (rispetto al 70% della media italiana) sia molto favorevole ad inasprire le pene, e il 23% abbastanza favorevole. Non solo: in Umbria, in misura maggiore rispetto alla media nazionale, la grande maggioranza (50% certamente no, 46% probabilmente no) ritiene che non si scontino realmente le pene per i reati commessi.
IL PERICOLI PER IL TERRITORIO: TOSSICODIPENDENZA, SPACCIO MA SOPRATTUTTO NEGOZI SFITTI Non c’è impresa nel cui territorio non si manifesti almeno un fenomeno che mina la sicurezza. In cima alla lista dei problemi che vengono segnalati ci sono la presenza di tossicodipendenti (38% contro la media del 27%) lo spaccio di droga (44% contro il dato medio del 24% ), ma soprattutto una alta presenza di negozi sfitti (57% contro la media del 44%). A seguire ci sono abusivismo, presenza di nomadi, edifici abbandonati, prostituzione, accattonaggio.
FOCUS TURISMO: ALLARME PER ABUSIVISMO E SICUREZZA
Secondo un’indagine Confcommercio-Format Research, un consumatore su quattro ha acquistato almeno una volta nel 2015 un prodotto o servizio illegale: in aumento rispetto allo scorso anno l’acquisto illegale di abbigliamento (+11,3%), calzature (+5,9%) e pelletteria (+2,8%), mentre diminuisce quello di prodotti contraffatti appartenenti alle categorie potenzialmente più pericolose per la salute, come alimentari, cosmetici e profumi (-5,4%). Il 62,1% delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti si ritiene danneggiato dall’azione dell’illegalità (+1% rispetto al 2014) ed è in aumento la concorrenza sleale (62,5%, +1,7% in confronto al 2014), l’effetto illegale ritenuto più dannoso dalle imprese. Nel mondo del sommerso una attenzione particolare merita il turismo: anche in Umbria, sono molto diffuse le situazioni di esercizio abusivo dell’attività ricettiva, con assoluta preponderanza del settore extralberghiero, in particolare dei bed&breakfast. Un ricerca commissionata da Federalberghi alla società umbra Incipit Consulting ha dimostrato infatti che, in barba alla legge che obbliga i gestori a risiedere all’interno dei bed&breakfast, la stragrande maggioranza degli annunci presenti sul portare Airbnb (che nel 2015 pone in vendita 178.870 strutture, mentre le strutture extralberghiere censite dall’Istat e dunque autorizzate sono 117.749) è riferito all’affitto dellintera proprietà (72,5% dei casi), ed è pubblicata da inserzionisti che gestiscono più di un alloggio (57%). Il sommerso nel turismo ha raggiunto livelli di guardia – ha ricordato il presidente provinciale Confcommercio Giorgio Mencaroni, ai vertici anche della Federalberghi regionale che generano una minore sicurezza sociale e il dilagare indiscriminato dellevasione fiscale e del lavoro nero. Per questo abbiamo chiesto all’assessore regionale competente Fabio Paparelli la modifica del Testo Unico sul Turismo introducendo regole più stringenti per affrontare in modo più strutturato l’abusivismo nella ricettività turistica e contrastarlo con efficacia. Per esempio chiediamo che ci sia uniformità tra la denominazione con cui impresa ricettiva viene autorizzata e quello con cui si pubblicizza, specie sul web, perché così i controlli sono più facili. Il fenomeno tra laltro rischia di esplodere con il Giubileo, tanto più nelle città a forte vocazione turistica penso a Perugia, Assisi, Orvieto nelle quali ci sono immobili su immobili vuoti nei centri storici, che potrebbero impropriamente essere utilizzati per fare ricettività. Un elemento positivo su questo fronte per fortuna cè: il ministero dellInterno ha chiarito su sollecitazione di Federalberghi che anche i privati che affittano immobili o stanze per periodi brevi hanno lobbligo di identificazione e comunicazione degli alloggiati alle Autorità di Pubblica Sicurezza.
UN GESTO CONCRETO PER UN’IMPRESA A PROVA DI CRIMINALITA
Maurizio Franceschelli è stato un emblema della edizione 2014 di Legalità mi piace. Il 26 novembre dellanno scorso aveva reso infatti testimonianza dei tanti, troppi episodi di criminalità che negli anni hanno preso di mira la sua tabaccheria di Villa Pitignano. In quest’ultimo anno ancora nuovi tentativi di furti e spaccate, con gravi danni. Confcommercio della provincia di Perugia si è attivata per testimoniare in modo concreto la propria solidarietà ad una impresa che, nonostante tutto, è in attività dal 1956. Per questo ha chiesto ed ottenuto dalla Fondazione Orlando, creata da Confcommercio nazionale con obiettivi di solidarietà e di sostegno alle vittime della delinquenza, un contributo di 8.000 euro, pari allincirca al danno subito nellultimo tentativo di furto. La consegna proprio in occasione di Legalità mi piace.
Tag dell'articolo: abusivismo, Confcommercio, furti, sicurezza.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
