martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Risparmiatori traditi e derubati: primi passi per difenderli  

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

A seguito delle pratiche acquisite dagli sportelli territoriali e delle numerose e-mail e telefonate ricevute da parte di coloro che, a seguito del famigerato Decreto Salva Banche (D.Lgs. n. 180/2015) hanno visto dissolversi di colpo i risparmi

 
Risparmiatori traditi e derubati: primi passi per difenderli  
Regione Umbria. Come ormai tristemente noto, infatti, il predetto decreto ha provveduto, sì, al salvataggio di quattro banche “malate” (Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio), ma lo ha fatto evitando il ricorso a fondi pubblici e disponendo l’azzeramento  totale delle azioni e  delle obbligazioni subordinate emesse dai suddetti istituti di credito. In tal modo, dunque, ha preservato i diritti di correntisti, depositanti e titolari di obbligazioni ordinarie, mandando invece in fumo il patrimonio di migliaia di cittadini cui erano state collocate le c.d. obbligazioni subordinate (ossia quegli strumenti finanziari il cui rimborso, in caso di procedura fallimentare, può avvenire soltanto dopo aver soddisfatto tutti i creditori privilegiati e chirografari). Nota ancor più dolente è costituita dal fatto che, come appreso anche dalla viva voce dei numerosi piccoli risparmiatori che si sono rivolti all’associazione, molti di essi, non possedendo adeguate competenze in campo finanziario, non erano assolutamente a conoscenza del fatto che  i titoli acquistati fossero ad alto rischio, né erano mai stati adeguatamente informati in merito da parte della banca negoziatrice bensì, all’opposto,  spesso addirittura rassicurati sulla sicurezza dell’affare. L’intera Umbria si trova coinvolta in questo incubo finanziario, per un totale di oltre 40.000 vittime e con picchi ravvisati a Gubbio, Spoleto, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Casacastalda e Ponte Valleceppi; in particolare, le segnalazioni dei risparmiatori umbri sono prevalentemente relative ai due istituti Banca delle Marche e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. Quest’ultima, peraltro, è stata causa di un vero e proprio “massacro finanziario”  nella cittadina di Sigillo (PG): essendo infatti, l’unico istituto bancario del luogo, a seguito del decreto Salva Banche, tutti i residenti del suddetto paese (2500 cittadini) si sono ritrovati leteralmente in ginocchio, con perdite che ammontano complessivamente a  ben 2,5 milioni di euro. Per questi cittadini e per tutti gli altri che si siano ritrovati truffati e derubati dalle banche in questione, l’Unione Nazionale Consumatori Umbria attraverso il suo pool di avvocati sta predisponendo delle iniziative volte al risarcimento del danno subito da azionisti ed obbligazionisti; ciò, in particolare attraverso la presentazione di un esposto penale per capire quali reati siano ravvisabili e per individuarne le responsabilità. Inoltre l’associazione sta valutando la possibilità di esercitare  un’azione civile per l’accertamento dell’eventuale responsabilità dell’emittente e degli organi di vigilanza e contro le banche negoziatrici per omissione delle dovute informazioni sugli strumenti finanziari venduti e per la mancata trasparenza, nonché la possibilità di sottoporre all’attenzione della Corte Costituzionale il provvedimento legislativo in questione. Per poter fare tutto questo e garantire ai risparmiatori la giusta e doverosa tutela, l’Unione Nazionale Consumatori Umbria chiede pertanto ai titolari di azioni e/o obbligazioni subordinate azzerate dalle quattro banche, di fornire, oltre ai propri dati personali, le informazioni relative a natura, controvalore,  circostanze e modalità dell’acquisto dei propri titoli; a tal fine è stato infatti predisposta un’apposita scheda di  contatto, valida ai fini del conferimento all’associazione ed ai suoi responsabili territoriali e legali del mandato a rappresentarli e tutelarli presso le sedi giudiziarie competenti ed a presentare eventuale esposto collettivo.

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