lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Minaccia terroristica via Whatsapp a Radio Subasio: era solo uno scherzo. Nei guai un 15enne

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

I carabinieri sono riusciti a risalire al numero utilizzato per diffondere la "parola di Allah". Il ragazzo ha riconosciuto la sua responsabilità ammettendo di avere architettato il tutto solo per gioco. Increduli i genitori.

 
Minaccia terroristica via Whatsapp a Radio Subasio: era solo uno scherzo. Nei guai un 15enne
Assisi. “Allah Akbar”,  e poi a seguire: “Vi stermineremo tutti, comanderà la legge di Allah”. Questi i messaggi che un giovanissimo della provincia di Perugia ha pensato bene di inviare tramite Whatsapp a Radio Subasio suscitando paura e attimi di vero sconcerto tra i dipendenti dell’emittente radiofonica nazionale. Allarmata ma estremamente lucida e dotato di ampio senso civico una dipendente si è recata al Comando Compagnia Carabinieri di Assisi dove ha sporto formale denuncia per il messaggio fatto pervenire tramite il citato social forum al centro messaggi della radio preposto a raccogliere le dediche e le richieste delle canzoni dei radioascoltatori da mandare poi in diretta.

Immediati e puntuali gli accertamenti  posti in essere da personale dell’Arma assisana che è riuscito a risalire al numero utilizzato per diffondere la “parola di Allah” individuando nell’immediatezza l’intestatario dell’utenza, corrispondente ad una signora residente nel Comune di Todi. I militari si sono recati quindi presso l’abitazione della donna ed hanno appurato che il numero, sebbene intestato a lei era in uso al figlio di appena quindici anni. L’intero nucleo familiare è stato quindi condotto presso gli Uffici della Compagnia di Assisi dove il ragazzo ha riconosciuto la sua responsabilità ammettendo  di avere architettato il tutto solo per gioco. Il minore, italiano e di buona famiglia, é stato sensibilizzato dai militari e dai genitori, apparsi increduli e sbigottiti da un gesto di una gravità assolutamente non trascurabile.

Per il minorenne è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia per procurato allarme a dimostrazione di come una simile “bravate” è stata perseguita con il dovuto rigore.

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