Immediati e puntuali gli accertamenti posti in essere da personale dell’Arma assisana che è riuscito a risalire al numero utilizzato per diffondere la “parola di Allah” individuando nell’immediatezza l’intestatario dell’utenza, corrispondente ad una signora residente nel Comune di Todi. I militari si sono recati quindi presso l’abitazione della donna ed hanno appurato che il numero, sebbene intestato a lei era in uso al figlio di appena quindici anni. L’intero nucleo familiare è stato quindi condotto presso gli Uffici della Compagnia di Assisi dove il ragazzo ha riconosciuto la sua responsabilità ammettendo di avere architettato il tutto solo per gioco. Il minore, italiano e di buona famiglia, é stato sensibilizzato dai militari e dai genitori, apparsi increduli e sbigottiti da un gesto di una gravità assolutamente non trascurabile.
Per il minorenne è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia per procurato allarme a dimostrazione di come una simile “bravate” è stata perseguita con il dovuto rigore.
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