martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Lotta alla droga, smantellate cellule di spaccio: sei arresti

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il tutto ha preso il via da una serie di segnalazioni da parte dei residenti di Ponte Rio, relativamente a dei via vai sospetti a tutte le ore. Arrestata anche una giovane donna, un po' pusher un po' commessa di Gualdo Tadino

 
Lotta alla droga, smantellate cellule di spaccio: sei arresti
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Perugia.  Un vera e propria battaglia costante, attenta, strategica, capillare volta a sradicare i molteplici focolai dello spaccio di sostanze stupefacenti attivi su Perugia e sulle sue frazioni che la circondano. E’ questa la missione dei carabinieri della compagnia di Perugia, su direttive del Comando Provinciale, che dall’inizio del 2016 hanno intrapreso a tutela della legalità e della collettività. I recenti episodi di overdose, soprattutto causati dal consumo di eroina e cocaina, hanno indirizzato i carabinieri ad attuare un vero rastrellamento di tutte le aree urbane della città, anche di quelle più nascoste e impervie. Le componenti operative, che sono quotidianamente sul territorio: il nucleo operativo e radiomobile, le stazioni carabinieri supportate anche dalla c.i.o., i carabinieri di quartiere stanno consentendo, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini, di smantellare cellule di spaccio ben radicate nel tessuto sociale. In tale contesto preventivo e repressivo sono stati inferti colpi di assoluto rilievo ai pusher operanti sul territorio. Tra le operazioni concluse negli ultimi giorni risulta rilevante l’arresto in flagranza di reato di 4 tunisini irregolari responsabili di aver creato in concorso tra loro uno snodo di spaccio al dettaglio, di eroina e cocaina, nella frazione di Ponte Rio. L’indagine, condotta dai carabinieri della Stazione di Perugia-Fortebraccio, ha avuto origine grazie a diverse segnalazioni pervenute da alcuni residenti a Ponte Rio, frazione ubicata alle pendici dell’acropoli perugina; segnalazioni che indicavano sospetti “movimenti” soprattutto nelle ore pomeridiane e serali. Raccolte le informazioni e sviluppate nel senso i militari ogni giorno hanno svolto servizi di pedinamento e osservazione, appostandosi di giorno e di notte fino a focalizzare la propria attenzione su alcuni soggetti tunisini che, facendo la spola con un appartamento a loro in uso, si incontravano con tossicodipendenti, non solo perugini, per la cessione di dosi sia di eroina che di cocaina. Nel corso dell’indagini i carabinieri accertavano come gli assuntori fossero “clienti” abituali dei pusher e l’incontro avveniva a seguito di un preventivo contatto telefonico. Dopo aver cristallizzato le dinamiche criminose, pochi giorno fa, i carabinieri a seguito dell’ennesimo atto di spaccio effettuavano un blitz all’interno del covo dei pusher mentre quest’ultimi erano intenti al confezionamento dello stupefacente; inutile il tentativo di fuga e le volontà di disfarsi della droga, il blitz notturno consentiva di sequestrare diverse dosi di cocaina con il materiale per il loro confezionamento, circa 3000 euro in contanti e i telefoni cellulari utilizzati per lo spaccio al dettaglio. I quattro arrestati tunisini tutti trentenni sono risultati essere tutti irregolari sul territorio nazionale e nullafacenti con a carico diversi alias. Scattate le manette ai polsi sono stati tradotti direttamente in carcere. Gli assuntori invece, residenti nella provincia di Perugia, sono stati tutti segnalati alla Prefettura. Un altro importante colpo è stato inferto invece ad un donna pusher di Gualdo Tadino che dopo essere stata pedinata a Perugia, mentre si trovava a bordo della sua autovettura di grossa cilindrata, veniva fermata dal nucleo radiomobile in via centova, ferma in un parcheggio accanto ad un’altra autovettura con un uomo a bordo. I militari, insospettiti dall’atteggiamento e dalle circostanze di tempo e di luogo hanno proceduto subito ad una perquisizione del veicolo, rinvenendo al suo interno un astuccio in pelle contenente due involucri di hashish, diverse pasticche di ecstasy, due bustine di cocaina, una bustina di marijuana più la somma contante di 440 euro. La perquisizione veniva estesa inoltre anche nell’abitazione della donna, dove venivano sequestrate 8 involucri termosaldati di cocaina, 4 buste di marijuana e 3 ovuli termosaldati di hashish, oltre al materiale per il confezionamento della droga e a strumenti per la pesatura dello stesso. A seguito dei sequestri e dagli accertamenti di laboratorio veniva dimostrato come la donna, con precedenti di polizia e peraltro commerciante in un negozio, avrebbe potuto ricavare dalla droga in suo possesso 124 dosi di marijuana, 585 dosi di hashish, 13 di cocaina intelaiando una importante rete di spaccio al dettaglio su tutta la città di Perugia. Immediato l’arresto e la traduzione al carcere di Capanne. L’ultimo colpo inferto è avvenuto nel week-end appena trascorso con l’arresto di un 36 nigeriano. Nella circostanza durante la notte di sabato una pattuglia del Nucleo radiomobile che scandagliava la zona circostante via della Pallotta, mentre perlustrava via della Pescara notava sul margine della strada un uomo di colore che alla vista dei militari gettava a terra una busta fuggendo. La reazione immediate dei due carabinieri consentiva di inseguire il malvivente e recuperare la busta. All’interno di quest’ultima venivano rinvenuti: nove ovuli termosaldati contenenti complessi 138 grammi di eroina e 10 di cocaina, un bilancino di precisione, inoltre i militari a seguito della perquisizione personale sequestravano banconote e telefoni cellulari. Anche in questo caso imponente la proiezione di spaccio della droga sequestrata, con la quale il nigeriano avrebbe potuto ricavare 1664 dosi di eroina (di altissimo principio attivo) e 27 di cocaina. Scattate le manette e dopo le operazioni di fotosegnalamento il pusher della Pallotta è stato tradotto al carcere di Capanne.

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