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Università per Stranieri di Perugia, presentato il secondo numero della rivista di Scienze umane e sociali “Gentes”.
di Martina Pazzi - 3 febbraio 2016Il direttore scientifico, Roberto Fedi: "La multiculturalità di strumenti accademici come questo è un luogo futuribile"
Perugia. Multiculturalità, interdisciplinarità, interdiscorsività come “luoghi futuribili” e assi scientifici spostati verso l’esterno, sul piano della condivisione di saperi tra i più disparati, che viaggiano sui binari dell’editoria digitale online, gratuitamente. Lo ha evidenziato, il direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia, Roberto Fedi, nel corso dell’evento di presentazione, nella sala Goldoniana di Palazzo Gallenga, del secondo numero di “Gentes”, la rivista annuale peer reviewed di Scienze Umane e Sociali, di cui dirige il comitato scientifico e per la quale sono state attivate le procedure affinché l’ANVUR valuti e approvi questo prezioso strumento accademico come rivista di classe A. “Un Ateneo – ha proseguito Fedi – deve dotarsi di un proprio strumento di divulgazione del sapere o, per meglio dire, dei saperi scientifici, privati degli infruttuosi e sterili confini disciplinari, dalla letteratura alla linguistica, dall’economia alla semiotica, passando per la storia dell’arte, la sociologia, le scienze tecnologiche, in grado di restituire una visione di insieme, enciclopedica”. Una visione enciclopedica, che, come ha sottolineato il direttore responsabile di “Gentes”, Antonello Lamanna, funge da ponte tra saperi umanistici e scientifici e di cui i veri protagonisti sono gli autori, sulla base di una proficua collaborazione scientifica cui la rivista vuol dare voce. Quattro, le sezioni tematiche della rivista accademica, attorno alle quali ruotano i campi disciplinari afferenti alle scienze umane e sociali: “Visioni interdisciplinari”, che gettano, come ha sottolineato la professoressa Giovanna Zaganelli, coordinatrice del Dottorato in Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale della Stranieri di Perugia, che ne ha ripercorso l’indice conoscitivo, “uno sguardo multi-dialogico teso a connettere e rendere discorsivi ambiti disciplinari diversi, in un costante dialogo tra le arti, che rappresenta uno dei tratti distintivi di questo strumento di divulgazione culturale, perfettamente in linea con ciò che chiedono gli studenti, i dottorandi, i giovani ricercatori, l’Università e, soprattutto, la Riforma”. “Laboratori e pratiche della comunicazione linguistica” e “Strategie e pratiche delle culture contemporanee” costituiscono la seconda e la terza sezione in cui si struttura la rivista e sono dedicate, rispettivamente, alle ricerche linguistiche, sia da una prospettiva diacronica, che sincronica, ed alle nuove metodologie messe in campo nella ricerca scientifica contemporanea; una quarta sezione, infine, è finalizzata alla pubblicazione di recensioni di importanti volumi e contributi di ambito scientifico. Attiva, la partecipazione di docenti, ricercatori, assegnisti e dottorandi al secondo numero della rivista, più corposo e più definito, rispetto al primo, edito nel dicembre del 2014, in un asse spaziale e internazionale che collega l’ateneo perugino ad altre prestigiose Università, da Teheran a Napoli, da Varsavia alla Tuscia di Viterbo. Molte, le richieste inoltrate per la pubblicazione del terzo numero della rivista; 1000, i download in una settimana. Non è un caso, forse, come ha ancora osservato la professoressa Zaganelli, che nella copertina campeggi, come elemento iconico, una cupola. Non una cupola qualunque, ma quella dell’oratorio di Santa Cecilia: “una volta, che, dal punto di vista connotativo, raccoglie le ramificazioni del sapere”. E la comunità di intenti che a quello sottendono.
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