Nel dettaglio, vengono sospese le rotte da/per Cagliari e Brindisi e quelle su Barcellona-Girona e Dusseldorf-Weeze, rotte che nel 2015 avevano operato complessivamente con un load factor medio di oltre l’80%. Restano confermate le rotte per Londra-Stansted, Bruxelles-Charleroi e Trapani. Piervittorio Farabbi, Direttore di Sase, sottolinea come “dopo anni di crescita continua, la presenza di Ryanair subisce un sostanziale ridimensionamento, dovuto in gran parte a fattori esterni. Speriamo di poter recuperare nel prossimo futuro i volumi di traffico espressi da Ryanair nel 2015, fiduciosi che la nostra partnership possa continuare a dare i risultati sperati da entrambi i partner”.
John Alborante, Responsabile Marketing di Ryanair per l’Italia, ricorda che “le annunciate chiusure delle basi Ryanair di Alghero e Pescara, oltre ai tagli che hanno interessato, tra gli altri, Perugia insieme agli scali di Cagliari e Cuneo, sono il diretto risultato dell’introduzione di ulteriore aumento di 2,5 euro della cosiddetta tassa comunale, che è arrivata a 9 per ogni biglietto emesso in partenza da scali italiani. Un livello insostenibile soprattutto quando rapportato alle nostre basse tariffe. Se il Governo rivedesse le proprie decisioni, anche Ryanair sarebbe disposta a riconsiderare alcune recenti decisioni”. Ancorché siano allo studio altre opzioni per il mantenimento del network di collegamenti raggiunto con lo sviluppo degli ultimi anni, le sospensioni annunciate non saranno purtroppo tutte immediatamente recuperabili.
“Il futuro dell’aeroporto di Perugia e dell’Umbria è un fatto troppo importante per consentire vuoti di chiarezza e trasparenza nella sua gestione e rispetto agli evidenti problemi che esistono”. Ad affermarlo è Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria. “Ci pare molto singolare – osserva Sgalla – che il presidente della Sase, Mario Fagotti, presenti le sue dimissioni ‘per motivi personali’ e che pochi giorni dopo i giornali lancino l’allarme per il disimpegno, drastico, di Ryanair sul nostro scalo. Se c’è, come io credo, qualcosa di non detto, un problema politico, farebbe bene Fagotti a chiarire la sua posizione e farebbero bene le istituzioni, Regione in primis, a mettere in atto tutte le azioni necessarie a salvaguardare il futuro del nostro aeroporto e dei lavoratori che in esso operano. In questi giorni in cui si parla molto di Nestlé in Umbria, mi piace ricordare che lo sviluppo dell’aeroporto Sant’Egidio fu richiesto proprio dalla multinazionale, appena acquisita la Perugina, per favorire il collegamento con la sede di Milano. Questo per dire – conclude Sgalla – che lo sviluppo economico dell’Umbria e quello dell’aeroporto sono legati a doppio filo. Perciò, è impensabile che si possa usare la presidenza della Sase come una casella dove piazzare qualcuno per esclusivi ‘meriti’ politici”.
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