lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

M5S e Lega Nord all’attacco: “Aeroporto in sfacelo”. Possibile chiusura in futuro?

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Liberati: "la Regione ha sempre promesso il rilancio dello scalo, invece ha solo elemosinato spiccioli per il suo mantenimento". Fiorini e Mancini annunciano un'interrogazione urgente.

 
M5S e Lega Nord all’attacco: “Aeroporto in sfacelo”. Possibile chiusura in futuro?
Regione Umbria.  “È necessario convocare quanto prima una audizione della Seconda commissione chiamando i protagonisti dello sfacelo dell’aeroporto regionale, con l’avvio di un’indagine conoscitiva e l’immediata rimozione degli apicali che hanno cagionato un evidente impoverimento del patrimonio pubblico”. Lo chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Andrea Liberati, intervenendo nuovamente in merito allo scalo “S.Francesco di Assisi” di Perugia.

Pochi spiccioli Liberati spiega che “la Regione Umbria, tramite Sviluppumbria, socio Sase, ha sempre promesso il rilancio dell’aerostazione, invece ha solo elemosinato spiccioli per il suo mantenimento, senza un piano di marketing efficace, volto a portar qui turismo e sviluppo”. A questo proposito il consigliere di opposizione avanza alcune domande: “perché Sviluppumbria non ha mai presentato un piano marketing? I dirigenti della Regione hanno mai relazionato pubblicamente sulla Tac2? E perché nel 2016 si prosegue, senza far conoscere quanto sin qui prodotto? Uno stato di crisi così importante anticipa l’ingresso dei privati nell’aeroporto? E quale valore hanno le quote Sase spa? Possono essere citati per mala gestio i dirigenti responsabili dello status quo?”

Il fallimento del Tac 2 Andrea Liberati spiega poi “l’infelice tentativo del Tac2 (Turismo Ambiente e Cultura), con milioni di euro buttati a pioggia a consorzi farlocchi, presieduti da varie associazioni di categoria, utili a riempire tasche profonde, senza riscontro alcuno. Assegnati milioni ai consorzi delle associazioni di categoria con il progetto Tac2, i risultati restano ignoti, tanto più che i rapporti annuali dell’Osservatorio regionale sul turismo sono fermi al 2011. E i due dirigenti regionali addetti al Tac2 hanno rispettivamente una retribuzione annua pari a 126mila euro, oltre a premi, e di 94mila euro: ecco, dopo aver speso i fondi a disposizione, costoro quali verifiche hanno esercitato sui risultati prodotti? Un piano marketing operativo richiederebbe infatti anche la misurazione periodica e stringente degli esiti”.

Nessun piano di marketing A proposito di Sviluppumbria, Liberati rileva inoltre che “nonostante gli 81 dipendenti di Sviluppumbria, con costi superiori a 4 milioni di euro, nonostante la cinquantina di collaborazioni attivate nel solo 2015, nonostante professionalità espressamente dedicate al marketing turistico, nonostante gli annunci sbandierati a ogni convegno, lo stesso Mauro Agostini, per circa un ventennio parlamentare Pds-Ds-Pd e addirittura da circa 30 anni direttore generale Sviluppumbria (compenso annuo pari a 162mila euro), socio Sase, negli ultimi anni non ha mai presentato un pubblico piano marketing per l’aeroporto: non avrà avuto tempo oppure ricopre troppi incarichi? Ad Agostini consiglio di godersi il vitalizio, lasciando spazio a giovani competenti e motivati. Così come lo ebbe lui, quando assurse a direttore generale Sviluppumbria poco più che trentenne”.

L’intervento della Lega Nord Anche la Lega Nord è intervenuta sulla vicenda: dopo la proposta di risoluzione presentata dalla Lega Nord in prima commissione il 17 Febbraio riguardante la valorizzazione dell’aeroporto San Francesco di Assisi, i consiglieri Lega Nord Valerio Mancini e Emanuele Fiorini annunciano la presentazione di un’interrogazione urgente su questo tema: “Non ci accontenteremo di una semplice risposta – spiegano – ma cercheremo di mettere in fila tutte le risorse affinché questa Regione possa ripartire nonostante nel Pd regionale siano alla guerra civile per le poltrone”.

Poltrona appetibile Dopo la battaglia sulle nomine dei direttori sanitari, dopo l’assegnazione della carica di Segretario Generale dell’Assemblea Legislativa ad un membro esterno al Consiglio, che costerà ai contribuenti circa 120 mila euro in più, ecco che un’altra poltrona ambita torna d’attualità: quella del presidente della Sase, divenuta appetibile dopo le dimissioni di Mario Fagotti. “Questa Regione – spiegano i due esponenti del Carroccio – è succube della politica arcaica adottata dalla Presidente Marini che non valorizza le risorse economiche ed intellettuali esistenti, ma come una cappa, le imprigiona impedendone il libero sviluppo.

Le criticità dei trasporti umbri A confermare ciò anche le dichiarazioni post-dimissioni fatte dall’ingegner Fagotti che afferma come la Regione lo abbia completamente lasciato solo. “Che la questione trasporti in Umbria non sia delle migliori, già lo sappiamo – spiegano ancora Mancini e Fiorini – abbiamo un Piano Regionale dei Trasporti approvato con due anni di ritardo e che in aula abbiamo definito ‘un vero e proprio libro dei sogni’, l’Fcu chiusa nella parte nord dell’Umbria e nel ternano, la E45 un’eterna groviera, l’Alta velocità che non passerà mai in questa Regione ed ora si aggiunge un’altra emergenza, quella dell’aeroporto San Francesco di Assisi, che ha perso quattro voli Ryanair, uno dei quali fondamentale per molti studenti universitari del meridione che scelgono la nostra regione per studiare e ancor più importante quelli sull’Hub di Monaco”.

Rischio chiusura Recentemente il Ministro Delrio in un incontro pubblico a Terni ha fatto chiaramente intendere che gli aeroporti nazionali sotto un milione di passeggeri dovranno essere chiusi. “La notizia è passata ‘in sordina’ ma a tal proposito a noi viene un dubbio: non è che vogliono valorizzare altri aeroporti regionali in competizione con il nostro, come ad esempio quello di Firenze oggetto di importanti interventi di ampliamento? Perché se fosse così, cosa stanno facendo per la nostra Regione i Parlamentari umbri del Partito Democratico? Di certo non daranno un dispiacere a Renzi e il risultato sarà il depotenziamento del nostro aeroporto. Reagiamo con forza per il rilancio del nostro aeroporto – concludono Mancini e Fiorini – ricercando professionalità, relazioni e contatti in ambito internazionale e diciamo un “no” definitivo alle clientele”.

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