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Umbraflor, da sette anni bilanci negativi, la Carbonari M5s punta il dito sulla gestione dell’azienda

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L’azienda vivaistica ennesimo esempio della gestione bipolare della Giunta: invece di essere dismessa è trasformata in agenzia ed affidata a un “ritirato” della politica

 
Umbraflor, da sette anni bilanci negativi, la Carbonari M5s punta il dito sulla gestione dell’azienda
Perugia.  “La Giunta Marini ha un serio problema con le società partecipate che gravano sul bilancio pubblico, e quindi sui cittadini umbri. La UmbraFlor, passata in poco tempo da essere vicina alla dismissione al diventare entità di diritto pubblico con i conti in disordine, ne è un esempio palese”. Questo quanto si legge nella nota pubblicata dalla consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari. “A definire non consentite le partecipazioni di UmbraFlor, controllata dalla Regione Umbria con una quota del 99,54% – continua la consigliera M5S – è la Deliberazione della Giunta Regionale n. 370 del 27/03/2015. La stessa Deliberazione riprende la DGR 1547 del 2009 in quanto prevede l’indicazione di un percorso di dismissione della partecipazione regionale al capitale sociale della UmbraFlor. Ma lo stesso atto del marzo 2015 riporta la decisione di trasformare la società di diritto privato (srl) in Ente pubblico economico (agenzia regionale), in quanto maggiormente confacente alla natura e all’oggetto dell’attività. “A tutti sfugge però cosa abbiano di particolare la natura e l’oggetto di UmbraFlor per essere considerata un ente pubblico economico”. La delibera parla di “difesa del patrimonio vegetale regionale”, di “miglioramento e potenziamento della vivaistica” e di “conservazione della biodiversità e degli ecotipi locali”. Chiunque abbia un computer o uno smartphone e una connessione ad Internet può andare su umbraflor.it – incalza la Carbonari – e quella che viene lì mostrata è una normalissima azienda che vende piante, con tanto di catalogo prodotti. Si specifica che svolge anche attività di ricerca, così come fanno tante altre imprese commerciali private senza che per questo vengano considerate enti pubblici economici”. “UmbraFlor non è neanche un ente particolarmente virtuoso, anzi – aggiunge la Carbonari – diciamo che è un mezzo disastro”. Registra, infatti, perdite in bilancio da sette anni consecutivi: 33.560 € nel 2009, 93.400 € nel 2010, 10.040 € nel 2011, 79.973 € nel 2012, 307.042 € nel 2013. Come risulta dalla relazione sulla gestione del bilancio al 31/12/2014 le “perdite portate a nuovo” nel Patrimonio netto ammontano a 691.984€ e l’indebitamento è quasi esclusivamente verso la Regione Umbria per quasi 2 milioni di euro, di cui soli 549.700 € per affitti e 1.341.642€ per “personale comandato”. Immancabili due “evergreen” nella contabilità delle partecipate: i crediti in sofferenza verso la Regione (ben 287.069€) e i rimborsi spese (120.000 € per manutenzione di impianti sperimentali e 190.000 € per manutenzioni straordinarie). “Inoltre, a capo della UmbraFlor non vi è un tecnico ma un politico, anzi – precisa la consigliera pentastellata – un “pensionato” della politica”. Dal giugno del 2014, infatti, il nuovo amministratore è Sandro Vitali: sindaco della città di Spello dal 2009 al 2014 ed eletto in una coalizione di centrosinistra. Un mese circa dopo le elezioni amministrative di due anni fa, alle quali Vitali non partecipò, l’ex primo cittadino di Spello è stato, guarda un po’, chiamato a guidare, come amministratore unico, proprio la UmbraFlor. In virtù di quale curriculum o esperienza pregressa nel settore non è dato saperlo, letteralmente, dal momento che digitando “Sandro Vitali Spello Curriculum” su Google non si trova niente”.

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