Secondo l’esponente dell’opposizione “adesso occorre finalmente proteggere al meglio i whistleblower, ma anche spingere palazzo Cesaroni a costituirsi in futuro parte civile, reclamando i danni da chi venisse trovato colpevole di ‘condotte appropriative’. Sarebbe assai inopportuno anticipare sentenze, ma quello di ieri a Perugia non appare propriamente come un blitz qualunque. La china è invece molto chiara. Anzi, per noi lo è stata sin dagli esordi: bastava osservare come solo Umbria e Toscana fossero rimaste fuori dallo scandalo spese pazze, per intuire qualcosa di assai peculiare. Solo noi abbiamo denunciato reiteratamente questa singolarità, sia in campagna elettorale che in Aula, sin dal 9 luglio, primo giorno della nuova legislatura regionale”.
Liberati auspica che “appena tecnicamente possibile, si passi alla Giunta, dove, tra una coop e un finanziamento europeo, tra un conflitto di interessi e l’altro, sarà possibile rinvenire anomalie e sprechi milionari di lunga data, al cui confronto, quelli ipotizzabili dei gruppi consiliari, appariranno quale antipasto. Soprattutto – conclude – nessuno provi più a manovrare per ricollocare altrove magistrati e finanzieri impegnati nella ricerca della verità, a esclusivo servizio dello Stato, delle sue leggi e dei cittadini”.
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