“Parliamo di personale precario – ha spiegato il consigliere Cristina Rosetti – in taluni casi da vent’anni, personale essenziale a fornire servizi, con la continuità necessaria a garantire un livello adeguato di risposta alle esigenze dei bambini e alla loro educazione. E’ da quasi un anno ormai che abbiamo formulato i nostri quesiti alla Giunta per capire quale futuro si riserva a questo servizio strategico del Comune, ma senza ottenere alcuna risposta. Né risposte sono state ancora date al personale e ai genitori, nonostante le tante richieste e proteste. Non vorremmo trovarci di fronte a scelte analoghe a quelle delle mense scolastiche, dove, in barba alle proteste qualificate dei genitori, si è proceduto alla pressoché totale privatizzazione dei servizi. ‘Sbarazzarsio di servizi, così delicati, sulla sola base dei costi, senza valutazioni sulla qualità effettiva sarebbe un’autentica assurdità”.
Il momento educativo degli asili nido, dove dovrebbero attuarsi anche importanti politiche sociali, facendo anche prevenzione, secondo il consigliere “non può essere trasformato in un servizio di baby-sitting, né è accettabile che si pensi di risparmiare sulla pelle dei lavoratori o che si aumentino in maniera occulta i costi della compartecipazione dei cittadini, tagliando di fatto dei servizi oggi dati. La fascia d’età tra i 3 e i 36 mesi è un momento estremamente delicato per l’evoluzione e lo sviluppo del bambino, essendo proprio questo il periodo in cui si pongono i fondamenti per costruire la struttura psicologica che accompagnerà il bambino nell’età adulta. L’importanza strategica sul piano educativo e sociale rivestita dagli asili nido, fa sì che la comparazione tra i meri costi del servizio, che non tenga conto degli standard di qualità offerti e della disciplina e/o tutele che caratterizzano il personale avente le medesime mansioni, ma appartenente a categorie diverse (pubblico, privato, socio-lavoratore), non può avere alcuna seria rilevanza, di per sé, nella scelta del modello di servizi da offrire alla propria utenza”.
E’ per questo quindi che il M5S ha depositato un ordine del giorno che impegna il sindaco Romizi e la Giunta: a riferire al consiglio comunale sullo stato complessivo dei servizi alla prima infanzia nel Comune di Perugia, con specifica indicazione del livello quantitativo e qualitativo dei servizi offerti da ogni singolo modello, nonché sulle risultanze delle indagini di soddisfazione dell’utenza; ad adottare tutte le misure necessarie al mantenimento dei livelli di servizio offerti dal modello degli asili nido comunali, adoperandosi per garantire allo stesso continuità – anche mediante una corretta valutazione del fabbisogno di personale – adottando quelle misure di programmazione necessarie al miglioramento dei servizi stessi, tenendo conto dei migliori modelli esistenti e dei bisogni espressi dall’utenza; a porre in essere tutte le azioni sociali necessarie a favorire la frequentazione degli asili nido da parte delle famiglie con maggiori difficoltà, sotto il profilo relazione, affettivo, economico e di contesto, affinché sia concretamente affermato il diritto di ogni bambino alle medesime opportunità. “Non si può seriamente pensare ad una riorganizzazione di un servizio così cruciale, senza fare prima un bilancio serio di cosa è, cosa rappresenta e cosa offre. A risparmiare, tagliando e abbassando i costi del personale, è capace chiunque sappia far di conto. Quello che una Amministrazione deve fare è ben altro”.
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