“Nel 2015 il tasso di occupazione umbro nella fascia 15-64 anni è risalito al 63,1% (+2,1 punti), dimezzando in un anno la perdita prodotta dalla crisi, ed è ora nettamente migliore rispetto alla media. Il tasso di disoccupazione è sceso al 10,4%. La riforma del lavoro e le politiche attive promosse dal Governo hanno supportato questa inversione di tendenza che sarà ulteriormente sostenuta da una forte spinta regionale per affrontare le criticità rimaste. In particolare la crisi ha progressivamente cambiato lo stereotipo del disoccupato umbro – ha sottolineato l’assessore – Se prima infatti, si configurava come donna, italiana, giovane e laureata, ora la disoccupazione risulta diffusa per gli uomini quasi quanto per le donne e non riguarda più solo gli italiani ma, al contrario, è maggiormente presente nel caso degli stranieri che prima erano prossimi alla piena occupazione. Continua ad essere elevata per i laureati anche se i livelli più alti si registrano per i meno scolarizzati e, pur continuando a colpire prevalentemente i giovani, ha assunto livelli preoccupanti anche per gli adulti che prima vivevano una condizione prossima alla piena occupazione”.
Questa situazione ha richiesto dunque un intervento rivolto in primo luogo ad affrontare le due emergenze: giovani e disoccupati di lunga durata per riattivarli e poi per definire un sistema che renda accessibile e permanente la filiera dello sviluppo umano nel raccordo tra formazione, lavoro ed innovazione. “Da questo punto di vista – ha proseguito il vicepresidente Paparelli – è stato forte l’impatto del programma Garanzia giovani che in Umbria (con un impegno di quasi 23 milioni di euro) ha visto iscritti oltre 26.000 giovani. La Regione ha adottato e concertato per il futuro un piano di politiche attive del lavoro che avrà un valore complessivo per il biennio 2016-2017 di 60 milioni di euro, di cui 24 milioni di euro sono destinati a finanziamento di misure a cui potranno accedere, una volta attuate, i giovani che hanno aderito e continuano ad aderire al programma Garanzia Giovani”.
Oltre ai giovani il programma prevede interventi di orientamento e formazione per il reinserimento (per 16 milioni 100 mila euro) rivolte a disoccupati adulti oltre che ai percettori di ammortizzatori sociali in termini di assegno di ricollocazione. Per i soggetti appartenenti alle fasce deboli, saranno inoltre previsti percorsi formativi integrati da esperienze in contesto lavorativo con incentivi per l’assunzione stabile di importo superiore a quelli dedicati ad altri target. Circa 8 milioni di euro andranno a finanziare iniziative per l’innovazione e la ricerca, che richiedono strumenti di intervento “smart” orientati ad individuare i fabbisogni sul mercato del lavoro legati all’innovazione delle imprese attraverso il ruolo e la qualificazione delle agenzie formative con la proposizione di percorsi integrati di formazione, tirocinio e incentivi all’assunzione. Altri 8 milioni di euro sono destinati alle imprese che intendono realizzare programmi di sviluppo per incrementare il proprio organico e che necessitano di figure “ad hoc” da formare all’interno dell’azienda. Prevista anche tutta una parte dedicata alla formazione continua del personale, oltre che interventi per i lavoratori dipendenti delle imprese in crisi.
“Centrale in tutto ciò – sostiene il vicepresidente Paparelli – sarà un sistema di Centri per l’Impiego in grado, da un lato, di selezionare le propensioni dei singoli disoccupati e fornire loro la politica attiva più efficace per portarli verso l’occupazione, dall’altro di individuare i fabbisogni formativi e professionali delle imprese offrendo alle stesse consulenza sulle possibilità proposte dal sistema nazionale e, soprattutto, regionale delle politiche attive e di sviluppo. Tutto ciò diventa essenziale alla luce delle riforme apportate dal Jobs Act che introducono un nuovo sistema di tutele per i lavoratori nell’ottica della flexicurity, che associa alla flessibilità in uscita dall’occupazione la sicurezza di sostegni al reddito nei periodi di passaggio da un lavoro e all’altro”.
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