Gli incidenti sul lavoro in Umbria sono in aumento nel 2016 del 6%, nonostante l’alto tasso di disoccupazione.
Nel #SafeDay, la Giornata mondiale per la salute e prevenzione sul lavoro, la Cgil dell’Umbria torna a denunciare questa situazione, in quanto non sembra cambiata: l’Umbria continua a rimanere da anni ai primi posti in Italia per numero di infortuni (e di morti) in proporzione al numero di lavoratori attivi.
“Dobbiamo scalare questa classifica, ma alla rovescia – dichiara, segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla – invertendo subito la tendenza che vede nei primi mesi del 2016 un nuovo preoccupante aumento degli infortuni. Per questo – continua il segretario Cgil – insieme a Cisl e Uil abbiamo messo la questione sicurezza al primo posto della nostra piattaforma rivendicativa e intendiamo continuare ad incalzare le imprese e le istituzioni, a partire dalla Regione, perché facciano di questa battaglia di civiltà anche la loro priorità”.
La Cgil ricorda come le parti sociali e la Regione Umbria abbiano sottoscritto un importante protocollo che prevedeva azioni formative e di sostegno al ruolo di Rls e Rlst (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, aziendali e territoriali), per poi promuovere un sistema di premialità per le aziende che avessero sostenuto attivamente questo percorso.
Ma il progetto, purtroppo, si è fermato dopo le dimissioni dell’assessore alla Sanità e non è ancora ripartito.
Sgalla conclude dicendo che è assolutamente necessario riprendere il lavoro interrotto con azioni che vadano dalla formazione dei lavoratori, alla messa in sicurezza di strutture e impianti, passando per la creazione di una cultura della sicurezza generalizzata attraverso campagne di informazioni efficaci e mirate.
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