Lavoratori che rappresentano, soprattutto per quanto riguarda il turismo, una componente più che rilevante del Pil italiano, e a maggior ragione nella nostra regione. I portavoce dei sindacati hanno più volte ribadito che le motivazioni dello sciopero hanno radici profonde e che una categoria come quella di baristi e camerieri, che non ha mai avuto una rappresentanza sindacale forte, vada maggiormente tutelata. Coloro che lavorano nella ristorazione sono lavoratori precari che si vedono retribuire, quando va bene, in vaucher o altrimenti in nero. Questa pratica comporta che, oltre ai rischi legali e all’assenza di una copertura assicurativa, il datore di lavoro non versi alcun contributo per cui gli impiegati in questo settore tra anni si troveranno senza alcuna possibilità di pensionamento e sussidio statale.
Situazione che è ben visibile anche nella nostra città se si pensa che i più grandi alberghi di Perugia abbiano, dichiarati all’Inps, un massimo di quindici impiegati, cifra poco plausibile per la dimensione delle strutture. Altra categoria di lavoratori invisibili, su cui si è ampiamente dibattuto in questi ultimi anni, sono gli operatori sanitari e gli addetti alle mense scolastiche: lavoratori che dipendono dai bandi e gare d’ appalto e che per questo motivo vedono continuamente cambiare la propria posizione. Se a tale problema si aggiunge poi la poca, quasi inesistente, trasparenza delle gare d’appalto è facilmente intuibile come la posizione di questi lavoratori peggiori e cali: non è una novità che la pratica delle tangenti abbia, in primo luogo, le proprie ricadute sui dipendenti che si vedono, costantemente, abbassare la retribuzione. D’altronde da qualche parte i soldi dovranno pure uscire, e quale fonte migliore se non i tagli agli stipendi?
Doveroso è stato, inoltre, aggiungere da parte dei sindacati che i lavoratori di mense, farmacie ed operatori sanitari devono garantire obbligatoriamente un servizio minimo. Per questo motivo (data la necessità di garanzia del servizio) hanno successivamente ribadito che domani non ci sarà un concentramento ma la manifestazione si svolgerà localmente con banchetti in diversi punti della regione e della città. La precarietà dei lavoratori e la ristrettezza del personale, per quanto riguarda sanità e mense scolastiche, gravano profondamente sulla prestazione: non ci si deve stupire, purtroppo, della insufficiente pulizia di strutture sanitarie e scolastiche. Per quanto, infatti, gli addetti a pulizie e manutenzione facciano gli straordinari, la scarsa organizzazione da parte degli enti privati e soprattutto la mancanza di personale incidono negativamente sulla qualità del servizio.
Dopo avere premesso e fatto luce su chi sono i lavoratori invisibili, i rappresentanti dei sindacati hanno fatto chiarezza su quali siano i diritti per cui domani scioperano. Questi lavoratori scendono in piazza per ottenere un aumento salariale, adeguato a sostenere e rendere dignitose le proprie condizioni di lavoro, per sancire delle norme che valorizzino la loro professionalità e per la tutela di un lavoro dignitoso. Per dirlo in una parola, che purtroppo a molti dirà poco, domani si sciopererà per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro.
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