L’ultima polemica – L’ultimo capitolo (o tegola, visto l’argomento) della querelle riguarda una comunicazione ufficiale firmata da Umbria grida terra, che definisce “illegittima” l’apertura del locale. Scrive l’associazione: “Prendendo visione del Piano regolatore generale comunale, emergono alcune palesi irregolarità riguardanti l’apertura del nuovo Chocobar sottostante le Logge di Braccio”, aggiungendo di essere “in attesa di ottenere copia degli atti amministrativi inerenti i lavori in corso, che ci arriveranno in settimana e che crediamo andranno a comprovare la nostra tesi”.
Le tesi dell’accusa – “L’area – nota l’associazione – è classificata come edificio religioso e per il culto, parte integrante della Cattedrale di San Lorenzo. Per regolamento comunale gli edifici religiosi e per il culto ricadenti nel centro storico sono destinati esclusivamente a servizi religiosi. Questa è la normativa urbanistica comunale che (ad oggi) risulta in vigore, a prescindere dallo stato di fatto o dalle risultanze catastali. Chiediamo, quindi, all’Amministrazione comunale, al Capitolo della cattedrale ed ai privati interessati di spiegare in che modo il progetto approvato è compatibile con il Prgc vigente”. L’associazione prefigura a questo punto due ipotesi possibili: “O ci sono delle irregolarità nel progetto di apertura del Chocobar o è stata fatta una modifica ad personam del piano regolatore, senza che questa fosse resa tempestivamente pubblica nel sito del Comune di Perugia (e con questo verrebbe meno il principio di trasparenza delle pubbliche amministrazioni e quindi le possibilità di controllo da parte dei cittadini sul loro operato)”.
La risposta – Il patron di Eurochocolate, informato delle polemiche, si limita a rispondere con un tweet ironico: “Nessuna tegola, #lavorianormadilogge”.
Tag dell'articolo: chocobar, Eugenio Guarducci, logge di braccio, prgc, umbria chiama terra.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
