Il bilancio – “Dopo l’esperimento dell’edizione zero lo scorso anno, questa prima edizione, simboleggiata dalla grande palla gonfiabile in corso Vannucci, è andata bene – ha dichiarato Riccini Ricci – peccato solo per il maltempo”. Il fondatore dell’Immaginario ha poi ricordato i principali appuntamenti che hanno caratterizzato il festival e si è dimostrato particolarmente soddisfatto della copertura mediatica ricevuta (con articoli sulla Gazzetta dello Sport e dirette su Sky, Mediaset Premium e Rai News 24) e del coinvolgimento ludico rivolto dei partecipanti, anche con attività per i disabili. Menzione particolare poi per le magliette distribuite, con stampata la famosa frase di Vujadin Boškov “Rigore è quando arbitro fischia”, simbolo di un modo datato ma terribilmente affascinante di narrare lo sport. Anche Fioroni è soddisfatto: “L’amministrazione comunale ha creduto nell’evento fin dall’anno scorso, la presenza di tanti campioni e giornalisti importanti è un valore aggiunto per la città di Perugia, che oltretutto ha una storia sportiva di tutto rispetto”. L’assessore ha inoltre ricordato di aver partecipato attivamente al festival, giocando con il figlio sui campi da minibasket appositamente allestiti: “Il tutto è testimoniato da un video”.
Il futuro – Per quanto riguarda le prossime edizioni, Riccini Ricci rivela di star pensando a una manifestazione “più in grande, che coinvolga tutta la città dal Curi fino al centro storico, magari con qualche evento al Santa Giuliana, vero monumento storico della Perugia sportiva”. Ma la comunicazione è sempre al centro del progetto: “Non mi dispiacerebbe che i grandi media che hanno parlato di noi quest’anno divenissero veri e propri partner”.
Momento trash – Nel finale della conferenza simpatico siparietto tra Riccini Ricci e Fioroni: “E per rendere il tutto ancora più popolare il prossimo anno faremo il festival del porno”. “L’ennesima uscita trash di Alessandro. Ma, a proposito, un festival del cinema trash? Non mi dispiacerebbe vedere Banfi e la Fenech a Perugia”. “Sì, e lo facciamo sponsorizzare dalla Gesenu”. Arriva quindi l’illuminazione da un giornalista: “Scusate, a questo spostiamoci a Formentera”. “Ottima idea, i calciatori vanno tutti lì, c’è pure Serse Cosmi che ci mixa. Organizziamo un charter, Michele?”. “Non ho più l’età per certe cose, ma voi andate pure”.
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