martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Fra Irpinia, Umbria, Argentina e Paesi Baschi

Venerdì 10 giugno presso l’ enoteca Rosso Vino una serata con Adriana Costa e Peyo Maya, sulle note del tango argentino e della musica folk.

 
Fra Irpinia, Umbria, Argentina e Paesi Baschi

Perugia. “Un binomio gastronomico e culturale fra l’Irpinia e l’Umbria”. Definisce così la filosofia dell’enoteca-ristorante di cui è proprietario, insieme al fratello Stefano, Pierluca Pisapia: perché a “Rosso Vino”, in corso Garibaldi 16, a Perugia, la cultura passa anche per la buona cucina e per la scelta accurata dei prodotti enogastronomici rigorosamente “bio”, oltre che per un senso di ospitalità connaturato alla loro città d’origine, Avellino.

Irpinia che, insieme all’Umbria, all’Argentina e ai Paesi Baschi, sarà protagonista, venerdì 10 giugno, a partire dalle 20.30, di una serata interamente dedicata alle note del tango argentino e della musica folk, con due nomi d’eccezione nel panorama musicale contemporaneo: Adriana Costa, cantante argentina di fama internazionale, e Peyo Maya, chitarrista e cantante basco, ex-bassista della “Banda Bassotti”, fondata nel 1987 a Roma e ispirata a gruppi punk rock socialmente impegnati, e, a partire dal 2000, di “Vento dall’Est”, gruppo musicale costituitosi a seguito della “diaspora” della band romana (voce e chitarra: Angelo “Sigaro” Conti). Debuttò nel 1999 con “La esquina Homero Manzi”, Adriana Costa, la cantante di tango argentino nativa di Saavedra (Buenos Aires), aggiudicandosi il premio del “Concurso Nuevas Voces”, che venerdì si esibirà a Perugia, a “Rosso Vino”, unica tappa in Umbria: folclore, musica melodica argentina e tango, il retaggio della formazione artistica di Adriana, che studiò canto con i maestri Guillermo Meres e Fabián Giuri, e che si è esibita in Brasile, Uruguay, Chile, al fianco di artisti come Carlos Soria, Carlos Juárez, Mario Marmo, Claudio Parenti, Alberto Becerra. All’insegna di un eclettismo musicale che interessa il punk, il rock, la musica folk irlandese, e quella celtica, l’itinerario artistico di Peyo Maya: anche Peyo si esibirà venerdì, a “Rosso Vino”, proponendo una selezione di testi musicali tratti dal suo repertorio, lui che si è formato in Brasile e che si ispira, da un lato, alla cultura musicale rivoluzionaria, dall’altro, alla produzione del musicista cubano Silvio Rodríguez.

Il folklore, dunque, come trait d’union. Folklore, tradizioni popolari, che passano anche per la cultura enogastronomica. “Proponiamo solo prodotti e vini biologici, a chilometraggio zero: le verdure, le acquistiamo a Lidarno, mentre i salumi umbri li compriamo a Resina; il caciocavallo, così come altri formaggi, provengono dall’Irpinia, mentre i vini, biologici, sono prodotti da varie cantine, dalla Di Filippo alla Pencelli, alla Mezzetti”. Ad assicurarlo, il proprietario di “Rosso Vino”, Pierluca Pisapia, che, a proposito del suo locale, aggiunge: “la nostra è la storia di una piccola impresa che nasce in un momento difficile, durante la crisi economica del 2009, e che si è ampliata fino a diventare un ristorante, oltre che un’enoteca. La nostra idea di “cultura d’impresa” – ha proseguito Pisapia – si è originata quando abbiamo deciso di riconvertire e rivalutare un luogo fortemente degradato del centro storico di Perugia, sito in via dei Pellari, dove nel 2009 abbiamo aperto una terrazza estiva, il “Giardino Rosso Vino”, contemporaneamente ad un’enoteca per la distribuzione di vino sfuso, “Rosso Vino”, in corso Garibaldi, al civico 21. L’obiettivo che ci eravamo prefissi era quello di fare impresa in un periodo di forte crisi economica, anche grazie alla promozione di eventi culturali, come la presentazione, nel 2013, di un libro di poesie di Walter Cremonte”. Obiettivo, che, dopo la chiusura del locale al civico 21 e della terrazza estiva, i fratelli Pisapia sono intenti a perseguire, anche grazie alla vivacità culturale che si respira nella loro enoteca di corso Garibaldi, al civico 16. Un po’ irpina, un po’ umbra.

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