A quel punto gli uomini dell’ufficio anticrimine del commissariato, diretto dal vice questore aggiunto Marco Tangorra, hanno predisposto nei pressi della ditta un sofisticato servizio di appostamento: per mezzo di un tablet, gli agenti hanno seguito le immagini remotizzate che riprendevano la cassaforte e trasmesse in real time. È bastato meno di un quart’ora per avere l’ennesima conferma e vedere così la ladra in azione, aprire la cassaforte e sottrarre il denaro contante. Gli agenti a questo punto sono riusciti a bloccare la donna appena fuori dai locali della ditta e trarla in arresto in flagranza di reato per furto aggravato. Accompagnata presso gli uffici del commissariato è stata sottoposta a perquisizione personale, a seguito della quale le sono stati trovati indosso quasi 1700 euro in contanti, dei quali circa 500 riposti nella tasca dei pantaloni. Che si trattasse dei soldi prelevati poco prima dalla cassaforte non c’erano dubbi, visto che tra le banconote trovate vi erano anche quelle utilizzate come esca, ovvero banconote copiate e contraddistinte per essere riconoscibili come “false” dalla firma apposta su ciascuna banconota dalla titolare.
La sorpresa più grande però gli agenti l’hanno trovata nell’abitazione della donna: all’interno della camera da letto, la polizia ha rinvenuto l’ingente somma di circa 56.000 euro in contanti immediatamente sequestrati. A nulla è valso il goffo tentativo della donna di nascondere alcune banconote e salvarle così dalla perquisizione in corso. La donna che dovrà rispondere del reato di furto aggravato è ora sottoposta, su disposizione del pubblico ministero di turno, alla misura degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.
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