Regione Umbria. Una riduzione di 2 centimetri della circonferenza vita e dell’indice vita-fianchi, un buon incremento della massa magra, aumento dell’attività fisica, decisa riduzione della frequenza pasti al Fast food, buona aderenza alla dieta mediterranea non solo dei ragazzi, ma dell’intera famiglia: è questa la sintesi dei risultati preliminari del progetto “Miglioriamo lo stile di vita dei bambini umbri”, elaborati dal professor Pierpaolo De Feo dell’Università degli Studi di Perugia, e resi noti dal vicepresidente della Regione Umbria con delega allo Sport, Fabio Paparelli, nel corso di un incontro che si è tenuto ieri a Palazzo Donini a Perugia, con lo scopo di trovare con tutti i soggetti coinvolti nel progetto e alla luce dei risultati molto incoraggianti, le modalità per dare gambe all’iniziativa per il prossimo anno scolastico.
Il vicepresidente Paparelli, in apertura dell’incontro ha ricordato che il progetto voluto dalla Regione Umbria con il coinvolgimento degli Assessorati allo Sport, alla Sanità e all’Agricoltura e finanziato lo scorso anno con oltre 126 mila euro, rientra tra le iniziative ricomprese nel Piano sanitario regionale della prevenzione 2014/2018 ed è stato sperimentato nell’anno scolastico 2015/2016 grazie ad un protocollo d’intesa stipulato tra la Regione Umbria, il CONI Umbria, il CIP Umbria, l’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria e l’Università degli Studi di Perugia. Nell’anno scolastico 2015/16 ha coinvolto 383 classi prime della scuola primaria, 296 in provincia di Perugia e 87 in quella di Terni, circa il 98 per cento delle prime classi attivate sul territorio regionale, per un numero complessivo di 4mila 800 bambini.
“La sintesi dei dati preliminari analizzati dal professor De Feo – ha affermato il vicepresidente – evidenziano come nelle 2000 schede già analizzate dei 4800 bambini coinvolti nel progetto, siano stati riscontrati cambiamenti significativi nei ragazzi non solo dal punto di vista fisico con una riduzione dei cm del giro vita e aumento della massa muscolare, ma anche relativi alle abitudini. Dai questionari è emerso che il 2 per cento delle famiglie consuma i pasti tutti insieme, diminuiscono del 2 per cento i bambini che trascorrono più di 2 ore al giorno di inattività, sia durante la settimana che nel corso del fine settimana, tutti i bambini hanno migliorato le prestazioni fisiche, così com’è aumentata al 3 per cento l’aderenza alla dieta mediterranea con un maggior consumo di frutta, verdura e pesce, riduzione netta del numero dei ragazzi che salta la prima colazione”.
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