Muoversi in Umbria, fa notare Squarta, “è davvero difficile: non esistono neppure servizi pubblici in grado di agevolare i turisti mediante collegamenti tra lo scalo del San Francesco e i centri cittadini più importanti come Perugia ed Assisi, meta di milioni di pellegrini ogni anno. Con la Perugia-Ancona e la Foligno-Civitanova, costo totale 2.2 miliardi di euro, 31.4 milioni di euro a chilometro, sono stati raggiunti obiettivi ambiziosi per aumentare la competitività di Umbria e Marche – aggiunge il capogruppo di FdI -, ma sono ancora tantissimi i problemi da risolvere e non ci si può certo fermare”. Il consigliere aggiunge che “ogni giorno migliaia di automobilisti rimangono imbottigliati nel traffico della E45, dove i cantieri dell’Anas impegnati nella manutenzione delle strade creano continuamente ingorghi. La situazione è divenuta insostenibile, ci vuole un piano integrato di mobilità in cui, al primo punto, venga contemplata la risoluzione del ‘nodo di Perugia’. E ‘Palazzo Donini’ non può evitare di risolvere questo grande problema perciò l’Esecutivo regionale investa della questione il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e il governo Gentiloni inizi finalmente a fare qualcosa di concreto e tangibile”.
Trasporti, l’appello di Squarta: “Il Governo Gentiloni risolva il ‘nodo’ di Perugia”
di Redazione Perugia Online - 9 gennaio 2017Il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia interviene sulle criticità viarie legate all'infrastruttura auspicando "interventi immediati per un piano di mobilità integrata che possa rilanciare i trasporti in Umbria".
Regione Umbria. “Sono necessari interventi immediati per un piano di mobilità integrata che parta innanzitutto dalla risoluzione del ‘nodo di Perugia’”. Lo chiede il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d’Italia) per “rilanciare i trasporti in Umbria” visto che “sul piano delle infrastrutture siamo indietro come poche altre regioni d’Italia. L’Umbria soffre il proprio isolamento dovuto alla mancanza delle linee dell’alta velocità ferroviaria, la cui prossima realizzazione è orientata verso la Toscana anziché in Umbria. In più soffriamo una politica fallimentare che ha portato alla perdita di rotte e al crollo dei passeggeri dell’aeroporto, il quale, anziché trasformarsi nel fiore all’occhiello del Centro Italia dopo i lavori effettuati in occasione del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, si è indebolito perdendo il 19 per cento dei viaggiatori nell’ultimo anno (appena 221.941)”.
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