Autismo e vaccinazioni: un tema di un’attualità stringente, un binomio sul quale deve ancora esser fatta chiarezza. Molta, chiarezza. Perché in medicina, e, soprattutto, in immunologia, non possono esserci dei riscontri, per così dire, matematici. E l’immunità di gregge? È davvero “una favola”? Rientra veramente nella gerarchia dei “falsi miti” sulle vaccinazioni obbligatorie, sulle quali tanto si sta dibattendo? Favorevoli ai vaccini e anti-vaccinisti: qual è “l’altra verità”? Quella che non è riportata nei bugiardini, quella che gli opuscoli contenenti “le strategie per gli operatori sanitari” non recitano, quella che i medici “superprescrittori” non raccontano ai propri pazienti. Quella, in ultima istanza, che “i conflitti di interesse nella ricerca” non lasciano trasparire, non fornendo ai medici “un’informazione neutrale e completa, ma indirizzata, creata nei propri uffici”.
Ne ha parlato, ieri, venerdì 3 marzo, alle 20.30, presso la sala conferenze “Marcello Sallustri” dell’associazione culturale “Città del futuro” (in via Ferriera 52, a Torgiano), l’avvocato Roberto Mastalia, presidente di AURET (Autismo Ricerca e Terapie), che ha tenuto una conferenza dal titolo “Vaccini, l’altra verità”, presentandosi agli uditori come un informatore-divulgatore con una esperienza pluridecennale in materia di vaccinazioni e di casi di malasanità. Perché proprio un avvocato a dibattere di vaccini? “Vaccinare o non vaccinare – ha esordito Mastalia – rientra negli oneri di ciascun genitore. Da parte mia, non sono un anti-vaccinista, né un venditore, ma un mero divulgatore, con alle spalle 13 anni di studio sulla materia”. Secondo la normativa vigente, sono quattro le vaccinazioni obbligatorie in Italia, così come in altri 14 Paesi membri dell’UE, fra cui la Francia e il Belgio (“Paesi più evoluti di noi dal punto di vista del Welfare – ha precisato Mastalia –, come quelli scandinavi e anglosassoni, non prescrivono vaccini obbligatori”): l’antidifterica, l’antitetanica, l’antipoliomelite e l’antiepatite B, per ragioni di salvaguardia della salute pubblica. Cosa si intende per “salute pubblica”, anche alla luce della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, della Convenzione di Oviedo (articoli 2, 3, 4), e dell’articolo 32 della nostra Costituzione, secondo il quale la legge non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana?
Perugia (in Umbria si sta vagliando la proposta di introdurre o meno, come normativa regionale, le vaccinazioni obbligatorie), l’Emilia Romagna e la Toscana hanno introdotto le vaccinazioni obbligatorie per poter accedere negli asili-nido e nelle scuole materne: “una gravissima discriminazione – è stato il commento di Mastalia –. I bambini non vaccinati non sono malati. Questo provvedimento, inoltre, va contro gli articoli 16 e 34 della Costituzione, poiché impedisce a bambini che non hanno effettuato le vaccinazioni ritenute obbligatorie di andare a scuola, andandoli a colpire nei loro diritti fondamentali. Cosa ancora più grave, in quanto viviamo in uno Stato democratico, dove i soggetti non sono sudditi, ma cittadini, e, in quanto tali, portatori di diritti inviolabili”. Mastalia ha fatto leva sull’“altra verità” dell’immunologia: “non sappiamo, di fatto, quanto duri l’immunizzazione. Potremmo effettuare un esame ematico per vedere che tipo di risposta dà il nostro sistema immunitario. L’immunità di gregge è una favola. Non esiste! Il business, quello vero, risiede nella vaccinazione, e non nell’immunizzazione. I bambini, a due mesi di vita – ha proseguito Mastalia –, hanno un sistema immunitario ancora non formato: il loro corpicino dovrebbe rispondere a ben 19 sollecitazioni, premesso che nessuno sa come funzioni. Fa ancora discutere, infatti, il caso dei fratelli Marco e Andrea Tremante, deceduti a seguito di vaccinazione obbligatoria”.
Perché un vaccino esavalente? È stata un’altra domanda che si è posto Mastalia, il quale ha sottolineato, sulla base degli studi condotti, che non esiste alcuna ragione medico-scientifica che spinga i medici a consigliarlo. La risposta è forse: “perché si risparmia tempo”? O forse perché, come introito, le case farmaceutiche registrano un + 5%, che equivale a circa 900 milioni di euro? “Nel momento in cui sono state introdotte le vaccinazioni obbligatorie – è stato il commento di Mastalia – già per ragioni igienico-sanitarie i casi di morte erano diminuiti. L’85% dei medici, inoltre, non si vaccina contro l’influenza. Gli anti-vaccinisti, allora, si pongono domande lecite, alle quali la scienza non sa rispondere, mentre risponde ai desiderata delle case farmaceutiche, che erogano opuscoli contenenti strategie per gli operatori sanitari, creando consenso attorno alle vaccinazioni”. “I vaccini sono sicuri”, recita quella che per Mastalia è “una disinformazione professionale”: i dati ci dicono, che, ad esempio, dal 1992, molti di essi sono stati ritirati (nel 2006 viene ritirato il Morupar), e che all’incremento della prescrizione di vaccini, corrisponde un incremento del tasso di mortalità e dei casi di autismo (1 ogni 90, in Italia: dati ricavati dal MIUR, sulla base delle richieste di sostegno nelle scuole). “È pacifico che vi sia un occultamento nell’ambito degli studi condotti sul binomio vaccino-autismo – ha affermato Mastalia –: alcuni bugiardini, però, riportano casi di autismo e di morte in culla. Le conferenze che tengo in tutta Italia si basano su studi scientifici, su dati certi, e non edulcorati: come professionista che segue da oltre 20 anni cause di malasanità, posso dire senza alcuna reticenza che solo nel caso di uno shock anafilattico, si è al cospetto di un “danno da vaccino”: in tutti gli altri casi (a volte necessitano giorni, altre volte mesi o addirittura anni), una volta usciti dalla USL, qualsiasi disturbo riscontrato non è relazionato con il vaccino somministrato”.
Una selezione di dati, per i lettori di Perugia Online, tratti dagli studi condotti dall’avvocato Mastalia:
- Chi è un bambino non vaccinato? Non è un bambino malato. “Un bambino vaccinato con virus attenuativi è potenzialmente infettivo. Bambino vaccinato non significa bambino immunizzato.
- La “normativa discriminatoria”, allora, non dovrebbe coinvolgere soltanto i bambini che devono entrare negli asili nido e nelle scuole materne, ma anche quelli già iscritti negli anni precedenti, nonché gli insegnanti, il personale ausiliario, eventuali terze persone che accedono nelle scuole, etc.
- Negli ultimi anni in Italia sono nati circa 515mila bambini. Il SSN acquista circa 600mila dosi di vaccino (95% vaccinati). Tetravalente (Difterite, Polio, Tetano, Epatite B): 600mila x 50 euro = 30 milioni di euro, moltiplicato per 3 dosi = 90milioni. Esavalente (Difterite, Polio, Tetano, Epatite B, Pertosse, Haemophilus influenzae B: 600mila x 98 euro = 58.800.000, moltiplicato per 3 dosi = 176.400.000. Ne consegue che la differenza per ciascuna dose equivale a 28.800.000 euro, mentre la differenza per 3 dosi ammonta a 86.400.000 euro (PNPV in un anno e 4 mesi da 320 milioni a 900 milioni di euro).
- Percentuale di immunizzazione (copertura vaccinale richiesta per immunità di gregge): 85% (Difterite), 83% – 94% (Morbillo), 75% – 86% (Parotite), 92% – 94% (Pertosse), 80% – 86% (Polio), 83% – 94% (Rosolia), 80% – 85% (Vaiolo).
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