lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

‘Sa paradura’

In occasione della Fiera del Capo Lanuto, che si terrà a Cascia il 1° ed il 2 aprile, la donazione, da parte di allevatori sardi - all'evento parteciperà anche l'Associazione 'Shardana' - Sardi in Umbria -, di 1000 ovini alle popolazioni terremotate.

 
‘Sa paradura’
Valnerina. Quando l’atto del donare si fa gratuito. Non un ‘do ut des’, ma un regalo volto a restituire ad un soggetto colpito da disgrazia o da calamità tutto ciò che ha perduto. Gratuitamente, e senza secondi fini, appunto. È questo il senso primo di un’antica usanza sarda, ‘Sa paradura’, che consisteva – e che consiste – nel fatto che alcuni allevatori del circondario donavano – e donano – uno o più capi di bestiame al fine di riformare la mandria di un pastore colpito da una calamità naturale, o da disgrazia.

Sabato 1 e domenica 2 aprile, a Cascia, nell’alveo della Fiera del Capo Lanuto, in occasione della quale si terranno laboratori didattici, degustazioni gratuite di prodotti tipici umbri e sardi, esibizioni itineranti di gruppi folkloristici umbri e sardi, si terrà (anche) l’evento ‘Sa paradura’, anticipato, domenica 2 aprile, alle 15.30, dalla transumanza di una mandria di circa 1000 pecore, verso piazzale Papa Leone XIII, a Cascia. La consegna del migliaio di ovini provenienti dalla Sardegna si registrerà, in località Molinelle, a Cascia, a partire dalle 9 di sabato 1 aprile, all’interno del cartellone degli eventi fissati per la già citata Fiera del Capo Lanuto, e con l’accompagnamento musicale del gruppo Istentales, con Tullio de Episcopio, ed altri artisti.

L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Autonoma della Sardegna e realizzata dagli Istentales in collaborazione con la Protezione Civile Sardegna, la Coldiretti Sardegna, la Coldiretti Umbria, e gli allevatori sardi, registrerà la partecipazione dell’Associazione Culturale ‘Shardana’ – Sardi in Umbria, e dei ‘Tamburini medioevali di Cascia’, con stornellatori, organetti, e altri gruppi folclorici umbri, che rievocheranno antiche tradizioni popolari, gettando un ponte fra isolani e autoctoni. Numerosi, i gruppi folkloristici sardi: dal Coro Amici del folklore di Nuoro, al Tenore ‘Untana Vona’ di Orgosolo, dagli Mamutzones antigos di Samugheo a Francesca Lai e alle maschere S’urtzu di Sadali, magistralmente presentate da Giuliano Marongiu.

Nell’ambito delle iniziative attuate a sostegno della popolazione di Cascia, oltre al ‘Sa paradura’, con la donazione di 1000 pecore provenienti dalla Sardegna, si inserisce anche il progetto ‘A mani nude’, che intende presentare il nuovo singolo che gli Istentales hanno realizzato insieme a Roberto Vecchioni – è possibile acquistare il cd/dvd presso lo stand dell’Associazione Culturale Sarda ‘Shardana’, in fiera all’AgriUmbria di Bastia Umbra, o direttamente a Cascia: il ricavato sarà devoluto a favore delle popolazioni colpite dal sisma –.

Ma com’è stata coinvolta l’Associazione Shardana in questa significativa manifestazione di solidarietà e beneficenza? Lo abbiamo domandato direttamente alla presidentessa del comitato direttivo della società culturale, Nicoletta Menneas: ‘Quando Gigi Sanna, leader del gruppo musicale Istentales ci ha chiesto di collaborare a questo importante evento di solidarietà, sia io che tutti i ragazzi del comitato direttivo Shardana abbiamo risposto positivamente. Siamo membri dell’unica associazione culturale sarda in Umbria, e non potevamo non fungere da ‘collante’ – così ci ha definito, sorridendo, l’amico Sanna – e dare, così, il nostro contributo, ed il nostro supporto a questa vera e propria macchina di solidarietà, partita dalla nostra regione d’origine e indirizzata a sostentamento della nostra regione d’adozione’. Una macchina di solidarietà, che dona senza bisogno di chiedere nulla in cambio. Un ‘do’, senza ‘des’.

 

 

 

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