Il progetto – uno dei 4 finanziati a livello europeo – si propone di incoraggiare il contatto tra il sistema scolastico e il mondo giovanile (11-18 anni), sperimentando azioni territoriali per ridurre la dispersione scolastica, attraverso la realizzazione di attività di ricerca, formazione, valutazione e istruzione, focalizzate sulle competenze per la vita e sulla dimensione emozionale dell’educazione. Una sorta di dimensione emozionale del curriculum con relativo inevitabile cambiamento anche dei modelli per l’aggiornamento, la qualificazione e la formazione degli educatori. “Questo progetto – ha detto nel fare gli onori di casa la consigliera provinciale Erika Borghesi – ha dimostrato che l’Umbria sa cogliere le opportunità dell’Europa. Abbiamo fatto parte di un programma di lavoro che affronta un argomento importante e risponde alla necessità di fronteggiare, con adeguate misure, il fenomeno dell’abbandono. Per sostenere i ragazzi nel loro percorso formativo è essenziale creare un ambiente favorevole”.
“Nel nostro correre quotidiano – ha sottolineato la presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria, Donatella Porzi – perdiamo di vista il mondo dei più fragili, che invece necessita di tempo, attenzione e giuste risorse. Auspico che i risultati presentati oggi siano utili a sensibilizzare chi è chiamato a prendere decisioni importanti sul mondo della scuola”. Il progetto ha interessato anche il Comune di Perugia, come ha dimostrato la presenza alla giornata finale del presidente del Consiglio comunale, Leonardo Varasano. A prendere parte ai lavori conclusivi anche la dirigente delle politiche europee della Provincia di Perugia, Anna Barbieri, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Sabrina Boarelli e Maria Brizi, direttore Tucep, che ha spiegato al numeroso pubblico presente i risultati delle azioni per la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica sviluppate nei diversi paesi europei coinvolti.
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