lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Erogavano prestiti a tassi usurai ad imprenditori in difficoltà e non esitavano a ricorrere a minacce e violenze in caso di ritardo nei pagamenti: arrestata una coppia di coniugi

Redazione Perugia Online

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I due, residenti nell'Alta Valle del Tevere, sono stati scoperti dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Perugia.

 
Erogavano prestiti a tassi usurai ad imprenditori in difficoltà e non esitavano a ricorrere a minacce e violenze in caso di ritardo nei pagamenti: arrestata una coppia di coniugi
Città di Castello.  Erogavano prestiti a tassi usurai ad imprenditori in difficoltà economiche e non esitavano a ricorrere a minacce e violenze in caso di ritardo nei pagamenti: con queste accuse i finanzieri del , nei giorni scorsi, hanno tratto in arresto, su ordine del GIP del capoluogo umbro, una coppia di coniugi residenti nell’Alta Valle del Tevere. La vicenda trae origine da una verifica fiscale eseguita dalla Tenenza di Città di Castello nei confronti del titolare di un’azienda che, seppure attiva nel commercio all’ingrosso di alimentari,  era totalmente sconosciuta al fisco.

Nel corso dell’attività ispettiva, che faceva emergere un vorticoso giro di affari completamente “in nero”, venivano rinvenuti contratti di finanziamento intestati a terzi, chiaramente estranei alla gestione aziendale,  e numerosi assegni di rilevante importo, sui quali si concentrava l’attenzione delle Fiamme Gialle tifernate. Da quel momento prendevano avvio complesse investigazioni, dirette dalla Procura della Repubblica di Perugia, grazie alle quali era possibile ricostruire il modus operandi adottato dal titolare dell’attività economica in verifica, con il determinante concorso della coniuge. I due, a fronte di elargizioni di prestiti per importi anche rilevanti, in favore di imprenditori in difficoltà finanziarie, imponevano  interessi che i riscontri investigativi acquisiti hanno consentito di qualificare come “usurari”, in ragione della palese sproporzione tra gli importi erogati e quelli effettivamente pretesi in restituzione. In un caso, un imprenditore edile, che si era rivolto agli indagati per ottenere un prestito di € 80.000,00, aveva  visto lievitare il proprio debito, in pochi anni, sino al raggiungimento della cifra di € 230.000,00.

La tecnica adottata era quella tipica dei rinnovi: ad ogni periodica ricontrattazione del debito assunto, veniva fatta sottoscrivere all’usurato una nuova dichiarazione nella quale confermava di aver ricevuto il denaro a titolo gratuito, di volta in volta in realtà ricalcolato in ragione dell’aumento mensile degli interessi. In un altro caso, i Finanzieri hanno scoperto che gli indagati, a fronte di  un prestito di € 100.000,00 erogato ad un commerciante, hanno ottenuto la restituzione, dopo appena un mese, di oltre € 134.000,00,  applicando, pertanto,  un tasso di interesse mensile pari a ben il  408%.

Le indagini delle Fiamme Gialle di Città di Castello hanno documentato come la coppia, assidua frequentatrice dei più noti Casinò Italiani, per ottenere soddisfazione delle loro pretese, non desistesse dall’insultare e minacciare, anche di morte, le proprie vittime, paventandogli  addirittura l’intervento della criminalità organizzata. In alcuni casi, i comportamenti intimidatori sono sfociati in episodi di violenza: i Finanzieri, infatti, hanno filmato l’aggressione fisica subìta da un usurato, nelle immediate adiacenze di un bar, al culmine di un animata discussione, ad opera di uno dei due pregiudicati che per l’occasione  accompagnavano T.A..

In un’altra circostanza, sempre al fine di incutere paura e stato di soggezione, l’arrestato ha tentato di investire il debitore ed il proprio fratello, finiti al pronto soccorso con varie lesioni. Visto il grave quadro indiziario e valutata la pericolosità dei soggetti coinvolti, il GIP presso il Tribunale di Perugia, accogliendo la richiesta del P.M. che ha diretto le indagini, ha quindi disposto l’applicazione della  misura cautelare in carcere per il marito ed ai  domiciliari per la coniuge. Indagati, infine, per i reati di minacce e percosse, i due pregiudicati protagonisti dell’episodio di intimidazione avvenuto dinanzi all’esterno di un bar della cittadina tifernate.

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