Il debutto era previsto per il 2018, ma a quanto pare l’iter ha avuto una notevole accelerazione.
Il gruppo della Bicocca è ora una “pure consumer tyre company”, che punta l’attenzione sulle gomme auto e modo di alto livello, o sulle “High Value”, per dirla in modo alternativo, tecnologie avanzate che fanno crescere l’azienda velocemente e con una notevole redditività.
La compagnia guidata da Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, ha presentato formalmente la richiesta di ammissione alla quotazione sul Mercato Telematico Azionario, coordinato da Borsa Italiana, nella sfera del processo di Initial Public Offering (IPO). L’offerta pubblica è composta da un’offerta rivolta al pubblico indistinto in Italia; gli investitori istituzionali, invece, potranno accedere solo al collocamento istituzionale.
Oggetto dell’offerta di vendita saranno quindi le azioni messe in vendita da Marco Polo International, che attualmente possiede il 100% del capitale, che dovrebbero arrivare a una quota del 40%, inclusa l’opzione Greenshoe.
Ci sembra utile ricordare che il capitale sociale di Marco Polo appartiene per il 65% da Spv Lux, governato indirettamente da ChemChina, per il 22,4% da Camfin e per il 12,6% di Lti.
Dopo l’IPO Marco Polo non avrà più la “direzione e coordinamento” e i partner hanno dato garanzia che la scissione avvenga il prima possibile.
Il patrimonio netto sarà poi diviso tra i soci.
Nei patti parasociali si evince, inoltre, che le azioni Pirelli residue e la cassa possedute da Marco Polo alla conclusione dell’IPO siano attribuite ai vari soci seguendo una struttura di ripartizione, che nega a qualsiasi socio Pirelli di ottenere una quota superiore al 50% del capitale sociale della stessa Pirelli.
Il 1 settembre Pirelli & C. S.p.A. ha presentato a Borsa Italiana S.p.A. la domanda di ammissione a quotazione sul Mercato Telematico Azionario. Nell’ambito dell’Operazione, Pirelli ha anche allestito un Documento di Registrazione, una Nota di Sintesi e una Nota Informativa sugli Strumenti Finanziari che, uniti, formano il Prospetto dell’offerta pubblica di vendita e all’ammissione della quotazione delle azioni. Il tutto, è stato poi depositato presso Consob.
Sostanzialmente, l’offerta di vendita consiste nell’offerta pubblica diretta al pubblico indistinto in Italia. Gli investitori Istituzionali non potranno approfittarne, perché potranno aderire solo al Collocamento Istituzionale.
La nota spiega “un contestuale collocamento istituzionale di massime 315.000.000 azioni, pari al 90% dell’Offerta di vendita, riservato ad investitori qualificati in Italia e ad investitori istituzionali all’estero ai sensi della Regulation S dello UnitedStates Securities Act del 1933, come successivamente modificato (il Securities Act) e negli Stati Uniti d’America, limitatamente ai QualifiedInstitutional Buyers ai sensi della Rule 144A del Securities Act, con esclusione degli altri paesi, salvo che nei limiti consentiti dalle leggi e dai regolamenti del Paese interessato”.
La nota prosegue informando che “Il numero complessivo di Azioni oggetto dell’Offerta di Vendita, in aggiunta ad altre condizioni rilevanti della stessa, sarà determinato in prossimità dell’avvio dell’Offerta di Vendita, nel cui contesto è inoltre prevista la concessione di una cosiddetta opzione Greenshoe. Alla data del presente comunicato, si stima che l’Offerta di Vendita, inclusa l’opzione Greenshoe, possa avere ad oggetto fino al 40% del capitale sociale di Pirelli.”
Inoltre, è previsto che Marco Polo, azionista venditore, assuma impegni di lock-up per 180 rispetto alle azioni possedute indirettamente da Lti e di 365 giorni per le azioni possedute da SPV Lux e da Camfin.
Secondo Marco Graffigna (Banca Imi) “è la più grande Ipo in Europa nel 2017”. Il termine per l’offerta pubblica e per il roadshow è il 28 settembre; mentre il pezzo potrebbe essere fissato il 29 settembre, e dovrebbe compreso tra 6,3 € e 8,3 €.
Il road show è iniziato a Milano, le tappe successive sono Londra, poi nel resto d’Europa e USA. Non è prevista la quotazione in borsa anche a New York, Provera spiega che “il dual listing porta problemi perché gli scambi si concentrano al 90% su un unico mercato. È meglio essere quotati su un’unica piazza”. Il Vice presidente assicura che dopo l’Ipo l’assetto azionario di Pirelli sarà stabile, perché nessuno dei soci ha manifestato la volontà di vendere altre quote.
Pirelli che ritorna in Borsa come “pure consumer tyre company” dà l’idea di una ventata di freschezza e novità, e come sostiene l’Ad del gruppo milanese “è un evento storico per Pirelli, va in Borsa una start up con 145 anni di vita“.
Ma non è l’unica novità delle ultime settimane, se pensiamo che recentemente Pirelli ha sciolto il patto con MedioBanca, mettendo un punto a una storia iniziata nel 1958.
Insomma, c’è aria di cambiamento nel quartier generale della Bicocca, ma da un’azienda in continua innovazione c’è da aspettarselo.
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