lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Pensioni, lavoro, giovani e licenziamenti: Cgil, Cisl e Uil verso la mobilitazione

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Attivo unitario dei tre sindacati regionali con Carmelo Barbagallo. Sabato presidi a Perugia e Terni.

 
Pensioni, lavoro, giovani e licenziamenti: Cgil, Cisl e Uil verso la mobilitazione
Regione Umbria.  La vertenza per le pensioni e il lavoro per i giovani, la riforma degli ammortizzatori sociali e la valanga di licenziamenti annunciati in Umbria: il piano nazionale e quello locale si fondono nell’iniziativa che Cgil, Cisl e Uil hanno messo in campo oggi, 11 ottobre, all’hotel Giò di Perugia, dove i tre sindacati confederali regionali (presenti i tre segretari generali Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini) hanno chiamato a raccolta categorie e delegati per rilanciare l’azione unitaria e indicare le priorità di intervento per il paese e per l’Umbria.

“Sul piano nazionale la vertenza aperta per cambiare la legge Fornero è la più importante battaglia unitaria che stiamo conducendo – ha detto nella relazione introduttiva unitaria Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria – è doveroso che il governo trovi le risorse necessarie a rendere più flessibile ed equo un sistema che oggi è invece percepito dalle lavoratrici e dai lavoratori come profondamente ingiusto. Al tempo stesso – ha aggiunto – la nostra azione unitaria deve svilupparsi anche a livello locale per rimettere al centro dell’agenda politica-istituzionale i temi del lavoro. Da tempo unitariamente ci siamo posti la domanda di come inquadrare in un piano generale le tante criticità aperte – ha proseguito Sgalla – Su come confederalmente si possa tirare un filo comune tra il riconoscimento di Terni-Narni area di crisi complessa, i problemi legati alla fascia appenninica, la politica dei licenziamenti delle multinazionali, la ricostruzione post terremoto e le politiche per le aree interne, e ancora come rilanciare la filiera turismo-ambiente-cultura. Sono tutti pezzi di uno stesso puzzle: quale modello di sviluppo vogliamo immaginare per l’Umbria. Questa è la risposta confederale che un sindacato come il nostro deve saper mettere in campo. Partendo da un elemento che ha caratterizzato la nostra storia e che è elemento economico essenziale per i cittadini della nostra regione – ha concluso Sgalla nella relazione unitaria –  si chiama coesione sociale ed è l’opposto della frammentazione e dei campanili”.

Tanti gli interventi e i contributi dalle categorie e dai delegati presenti, coordinati dal segretario generale della Cisl dell’Umbria, Ulderico Sbarra. Dibattito poi concluso dal segretario generale della Uil nazionale, Carmelo Barbagallo: “Sabato in tutta Italia e anche in Umbria (Perugia e Terni) manifesteremo sotto le prefetture per rivendicare gli obiettivi della piattaforma unitaria e a sostegno delle trattative in corso con il Governo. Noi vogliamo completare – ha proseguito Barbagallo – la seconda fase del confronto sulla previdenza, perché bisogna tutelare sia i giovani, costruendo sin da ora pensioni decenti, sia le donne, su cui spesso gravano i lavori di cura, sia i pensionati, sia i lavoratori che svolgono lavori gravosi. La devono smettere di dire che non ci sono le risorse necessarie che, invece, possono essere recuperate da 111 miliardi di evasione, 60 miliardi di corruzione e 27 miliardi di pizzo e usura. È necessario, inoltre, separare la previdenza dall’assistenza e, ancora, congelare l’incremento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita: i lavori non sono tutti uguali e non tutti possono andare in pensione alla stessa età. Fermiamo quel meccanismo – ha concluso il leader della Uil – divenuto ingiusto e inaccettabile dopo l’approvazione della legge Fornero, e istituiamo una Commissione che stabilisca i criteri sulla base di valutazioni scientifiche e sullo studio delle patologie”.

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