TERNI. Uno sciopero di quattro ore, indetto a partire dalle 15 di oggi pomeriggio, ha portato i lavoratori delle acciaierie Thyssenkrupp a bloccare la statale 675 tra Terni nord e San Carlo.
Mobilitazione – Lo sciopero, che proseguirà domani con l’assemblea unitaria di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria che si svolgerà a Todi, arriva dopo l’ultimo incontro con le associazioni di categoria conclusosi questa mattina, 28 luglio. “C’è forte preoccupazione e allarme per il piano di ristrutturazione presentato dalla multinazionale ThyssenkKrupp sul sito Ast e per il futuro dell’intero sistema produttivo umbro”, sottolineano in una nota le tre sigle sindacali.
No al piano di ristrutturazione – Il giudizio sul piano presentato dalla multinazionale è unanime e negativo, dicono i sindacati, e verranno intraprese tutte le iniziative utili ad evitare la possibile applicazione del piano stesso. In particolare, è stata condivisa la necessità di richiedere al Governo un intervento diretto del presidente del Consiglio nei confronti della Commissione Antitrust europea e della stessa multinazionale a difesa di uno dei siti strategici del manifatturiero italiano, come dichiarato dal Vice Ministro de Vincenti, che rischia invece di essere smantellato.
Confindustria assente – Il sito siderurgico di Terni ha peculiarità specifiche che lo rendono “altra cosa” rispetto alle altre vertenze del comparto siderurgico nazionale, per tipo di materiali prodotti, per la natura del ciclo produttivo che vede l’utilizzo di forni elettrici (quindi con più contenuto impatto ambientale) e per il riutilizzo di rottami per la produzione. In questo contesto appare singolare e incomprensibile l’assenza di Confindustria Umbria all’incontro odierno, dato che l’associazione dovrebbe essere uno dei soggetti maggiormente interessati a mantenere le caratteristiche industriali dell’Umbria e a difendere il polo siderurgico ternano.
Aspettando Renzi – E intanto fa ben sperare la notizia che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Terni ad agosto per toccare con mano la drammatica situazione dei lavoratori delle acciaierie. Ma nonostante tutto i sindacati vanno avanti e già nell’assemblea di domani verranno definite e le ulteriori iniziative di lotta a difesa di un sito produttivo che è cruciale per il futuro dell’Umbria.
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