Partendo da due modelli di suggestione critica, propugnati dal professor Froeppel, alter ego dello scrittore e poeta Tardieu, e del professor Philippe, alter ego di Ionesco, il professor Lombardi ha focalizzato la sua attenzione sul tema della coscienza pedagogica che si sviluppa nel fare teatro: docente e studente sono, insieme, attori e protagonisti, e trasformano il testo scritto. Il testo, quindi, è vissuto anche nella sfera emotiva, emozionale. Quanto appreso durante questa piacevole esperienza viene automaticamente trattenuto, ha spiegato il professor Lombardi, nella memoria a lungo termine. I testi di Tardieu e di Ionesco servono ad agevolare questa coscienza, non con la riflessione teorica, ma con l’esercizio della parola che va interpretata, e che, come ha affermato Lombardi in Prospettive della francesistica nel nuovo assetto della didattica universitaria (in Atti del Convegno Internazionale a cura di Gabriella Fabbricino Trivellini, Napoli-Pozzuoli 13/14 Ottobre 2000), “serve loro a elaborare coscientemente e a proporre modelli linguistici e culturali diversi da quelli che la doxa scolastica impone ad ogni livello”.
Alla professoressa Ancilla Maria Antonini è spettata una sintesi del lavoro di formazione svolto in questi tre anni, sottolineando l’importanza, non solo per l’A.N.I.L.S. Umbria, ma anche per la scuola, del valore aggiunto della didattica teatrale. Partendo dall’esperienza realizzata per il terzo anno consecutivo con una sua classe, Antonini ha sottolineato come la didattica teatrale possa dare risposte alle sfide lanciate dal mondo attuale. Se si considera che nella realtà contemporanea il mondo del sapere, delle conoscenze e, conseguentemente, delle strategie didattiche va sempre più assumendo un aspetto liquido, si capisce come sia, invece, necessario un modello educativo integrato. La didattica teatrale permette ampia possibilità di realizzazione di tutto questo: nell’esperienza teatrale, accanto all’elemento ludico della finzione, si sviluppa, contemporaneamente, anche la componente cognitiva, coinvolgendo in maniera globale il processo di educazione integrale della persona. Il teatro è il luogo in cui si impara facendo, creando, ed è il luogo che dà all’esperienza le dimensioni della ricerca. E della conoscenza del testo nella sua totalità, non solo con l’intelletto – come invece sarebbe avvenuto in classe con lo studio tradizionale -, ma anche e soprattutto con il corpo, coinvolgendo in maniera totale e integrale la persona tutta.
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